«Mi sono pentito»: Mancini ct dell’Italia, il ritorno e la psicologia della seconda chance
30 Luglio 2026Ogni gennaio e ogni giugno, il Deportivo Riestra si trasferisce a Pinamar per una pretemporada diventata leggendaria in Argentina: sveglia alle 3:15, quattro turni di allenamento al giorno, coprifuoco alle 21:30. La psicologia dello sport spiega perché un ritiro così estremo possa costruire coesione e tenacia mentale — e dove passa il confine con la sindrome da sovrallenamento.
Autore Virginia Marino

01 — LE 3:15 DEL MATTINO A PINAMAR
Il ritiro che è diventato un caso di studio
C’è una sveglia, in Argentina, che suona molto prima dell’alba. È quella del Deportivo Riestra, il club di Bajo Flores/Nueva Pompeya salito per la prima volta in Primera División nel 2024 e diventato, da allora, un caso di studio informale per chiunque si occupi di preparazione sportiva. Ogni gennaio e ogni giugno, la squadra si trasferisce a Pinamar, sulla costa atlantica, per una pretemporada che è entrata nell’immaginario popolare argentino per la sua durezza: sveglia alle 3:15, infusione energetica, primo turno di allenamento sulla spiaggia alle 3:30, secondo turno in palestra dopo un breve riposo, terzo turno a metà mattina, quarto turno nel tardo pomeriggio. La giornata si chiude con il coprifuoco delle 21:30-23:00, perché nel giro di poche ore tutto ricomincia.
Le cronache locali hanno documentato più di un episodio di giocatori piegati dalla fatica sulla sabbia dei médanos di Pinamar durante le sessioni notturne, in un contrasto quasi surreale con la musica dei locali della movida che, a pochi metri di distanza, accompagnava la vita notturna della città balneare. La routine è sopravvissuta a più di un cambio in panchina — dal debutto in Primera División nel 2024 sotto Matías Módolo, passando per Cristian “el Ogro” Fabbiani, fino alle più recenti pretemporada guidate da Gustavo “Tata” Benítez — segno che l’identità costruita attorno a questo regime appartiene al club prima ancora che al singolo allenatore, e si riassume nel principio secondo cui la disciplina vale più del talento individuale. Non è un dettaglio: per una squadra senza grandi nomi, cresciuta nel quartiere popolare di Pompeya, il ritiro estenuante diventa un racconto identitario oltre che un programma di lavoro.
02 — UN METODO, NON UN’ECCEZIONE
Da Zeman a Bielsa, da Simeone ai ritiri in altitudine
Riestra fa notizia perché porta all’estremo una logica che, in forme diverse, attraversa la storia del calcio e dello sport ad alto livello. Alcuni esempi aiutano a collocare il caso argentino in un panorama più ampio:
Zdeněk Zeman ha reso celebri i “gradoni”, le ripetute in salita sugli spalti degli stadi, un lavoro aerobico durissimo diventato un marchio di fabbrica della sua idea di calcio offensivo e resistente.
Marcelo Bielsa, durante le sue esperienze al Marsiglia, integrava nella corsa in montagna percorsi a ostacoli di ispirazione militare: arrampicate, traversate su trave, attrezzi da palestra artigianali per il recupero attivo tra una serie di addominali e l’altra. Al Leeds, nel suo primo ritiro, fece raccogliere rifiuti alla squadra per tre ore, un gesto pensato non per punire ma per ricordare ai giocatori il valore del lavoro dei tifosi che li sostengono.
Diego Simeone, all’Atletico Madrid, ha costruito un’intera filosofia di squadra (“la mentalidad de guerrero”) attorno a carichi di lavoro fisico e a una cultura del sacrificio collettivo che permea anche la preparazione estiva.
Accanto a questi approcci “anticonvenzionali” esiste poi un filone più tecnico e ricorrente: i ritiri in altitudine moderata, oggetto di un recente studio pubblicato su International Journal of Sports Physiology and Performance (2025), che ha confrontato gli effetti di un ritiro in quota fresca rispetto a uno a livello del mare su fitness, fatica e prestazione in calciatori professionisti, confermando risultati coerenti con la letteratura precedente sulle risposte fisiologiche all’allenamento in altitudine negli sport di squadra (McLean et al., 2013). In questi casi la componente scientifica del carico di lavoro è centrale quanto, se non più, di quella simbolica.
03 — OLTRE I MUSCOLI: LA FUNZIONE PSICOLOGICA DEL RITIRO
Isolamento, coesione, tenacia mentale
La domanda interessante, dal punto di vista della psicologia dello sport, non è se un ritiro sia “eccessivo”, ma quale funzione mentale assolva al di là del condizionamento atletico. La ricerca su questo punto converge su alcuni meccanismi ricorrenti.
Isolamento e ritualizzazione. Il trasferimento in un luogo diverso dalla quotidianità, la scansione rigida delle giornate e la condivisione forzata di spazi e tempi creano una discontinuità netta rispetto alla stagione regolare. Questa rottura funziona da rito di passaggio: la squadra che esce dal ritiro non è, psicologicamente, la stessa che vi è entrata.
Coesione costruita attraverso la fatica condivisa. Uno studio quasi-sperimentale condotto su 51 calciatori giovanili d’élite ha mostrato come un programma di team building integrato nelle esercitazioni tecnico-tattiche migliori significativamente coesione, chiarezza dei ruoli, identificazione con il gruppo ed efficacia collettiva percepita rispetto a un gruppo di controllo. Anche ricerche più recenti su atleti adolescenti confermano il legame tra l’engagement nell’allenamento e la coesione di squadra, mediato da variabili come la competenza interpersonale e il supporto sociale percepito. La difficoltà condivisa, quando è vissuta collettivamente e non isolatamente, tende a rinsaldare i legami più che a comprometterli: è lo stesso principio alla base degli esercizi di team building “ad alto impatto” adottati anche da squadre professionistiche di altri sport, dove il superamento congiunto di una prova fisicamente impegnativa genera fiducia reciproca e senso di appartenenza.
Mental toughness e resilienza. Un filone di ricerca recente, basato sulla Conservation of Resources Theory, ha evidenziato una relazione positiva diretta tra coesione di squadra e tenacia psicologica (mental toughness), suggerendo che l’esperienza collettiva del ritiro — se ben gestita — possa costituire un contesto favorevole allo sviluppo di risorse psicologiche individuali, non solo di risultati fisici.
In questa cornice, la pretemporada assolve a una funzione che va ben oltre il chilometraggio percorso: definisce gerarchie, testa la tenuta psicologica dei singoli, consolida un’identità di gruppo e comunica ai giocatori — attraverso l’esperienza diretta, non solo a parole — quali siano gli standard non negoziabili della squadra.
04 — IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA: QUANDO IL CARICO DIVENTA RISCHIO
La sindrome da sovrallenamento e il prezzo del sonno perso
La stessa letteratura scientifica che spiega i benefici psicologici della fatica condivisa mette in guardia sui suoi limiti. Il concetto chiave qui è la sindrome da sovrallenamento (overtraining syndrome, OTS), un fenomeno complesso che coinvolge la disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene: nelle fasi iniziali di sovraccarico funzionale la risposta di cortisolo e ACTH aumenta, ma quando il sovrallenamento si cronicizza questa risposta si appiattisce, un pattern documentato da diverse revisioni sistematiche in ambito endocrinologico sportivo.
I sintomi psicologici associati includono irritabilità, cali del tono dell’umore, disturbi del sonno, riduzione della motivazione e, nei casi più marcati, veri e propri quadri depressivi; le stime disponibili indicano che tra il 7 e il 20% degli atleti riporta sintomi di overtraining nel corso della carriera, con percentuali che salgono considerevolmente (fino al 30-100% in alcune coorti) nei periodi di carico particolarmente intenso, come può essere un ritiro estivo compresso in poche settimane. Una parte della comunità scientifica preferisce oggi parlare di “sindrome da sottoprestazione inspiegata” proprio per sottolineare come il carico di allenamento sia solo una delle variabili in gioco, insieme a sonno, alimentazione e stato psicologico generale.
Il sonno, in particolare, merita un capitolo a parte: la privazione acuta o cronica di sonno — tipica dei ritiri con sveglie notturne o turni multipli ravvicinati — è associata a un peggioramento documentato di tempi di reazione, precisione, capacità decisionale e regolazione emotiva, con effetti che si accumulano nel tempo e che gli atleti stessi tendono a sottostimare. Ricerche recenti condotte su calciatori hanno inoltre mostrato che le interruzioni del sonno, più della sua durata totale, si associano a un peggioramento della memoria e del benessere percepito; altri studi sottolineano come anche la privazione di sonno dello staff tecnico possa propagarsi al clima di squadra, riducendo coesione ed efficacia percepita dagli atleti stessi.
05 — UN LABORATORIO DI STRESS, SE DOSATO BENE
Tra supercompensazione e overtraining
Mettendo insieme questi elementi, il ritiro precampionato si configura come un vero e proprio esperimento controllato di stress psicofisico, il cui esito dipende in larga misura dal dosaggio. Nella finestra dell’overreaching funzionale — un affaticamento intenso ma temporaneo, seguito da recupero — il carico produce supercompensazione: miglioramento della condizione fisica e, come visto, rafforzamento di coesione e tenacia mentale. Superata questa soglia, senza un adeguato bilanciamento tra stimolo e recupero, lo stesso meccanismo diventa terreno fertile per la sindrome da sovrallenamento, con costi che si pagano non a luglio ma a ottobre, quando il calo di motivazione e la vulnerabilità agli infortuni si fanno sentire in piena stagione.
Il caso Riestra, letto con questa lente, non è tanto un aneddoto curioso quanto un esperimento naturale su piccola scala: un gruppo che ha scelto di trasformare un carico di lavoro estremo in un racconto identitario condiviso, in un contesto sociale (quartiere popolare, squadra neopromossa, forte legame con la tifoseria) che ne amplifica il potenziale di coesione. Lo stesso protocollo, applicato senza quel contesto simbolico o senza un monitoraggio scientifico del carico interno (percezione soggettiva di fatica, qualità del sonno, stato dell’umore), rischierebbe con più facilità di scivolare verso l’overtraining.
Per chi lavora nello sport, la lezione pratica è che il ritiro precampionato andrebbe progettato e monitorato come si fa con qualunque intervento psicofisico ad alto impatto: definendo obiettivi (coesione, tenuta mentale, automatismi tattici) distinti dal semplice accumulo di chilometri, misurando in modo sistematico gli indicatori di carico interno e prevedendo, accanto al preparatore atletico, una presenza psicologica capace di distinguere in tempo reale la fatica che costruisce da quella che comincia a erodere.
06 — IN SINTESI: COSA DICONO I NUMERI
I dati alla base di questa analisi
| Fenomeno | Evidenza scientifica |
|---|---|
| Overtraining syndrome | Prevalenza stimata 7-20% nel corso della carriera; fino al 30-100% dopo blocchi di carico intenso. Asse HPA con risposta di cortisolo/ACTH inizialmente aumentata, poi appiattita nelle forme croniche. |
| Privazione di sonno | Peggioramento documentato di tempi di reazione, precisione, memoria e regolazione emotiva; le interruzioni notturne incidono più della durata totale del sonno. |
| Team building strutturato | In uno studio quasi-sperimentale su 51 calciatori giovanili, il programma ha migliorato in modo significativo coesione, chiarezza dei ruoli ed efficacia collettiva percepita rispetto al gruppo di controllo. |
| Coesione e tenacia mentale | Relazione positiva diretta tra coesione di squadra e mental toughness, coerente con la Conservation of Resources Theory. |
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RIFERIMENTI SCIENTIFICI
Tutte le fonti citate in questo articolo sono verificabili attraverso pubblicazioni scientifiche peer-reviewed e articoli giornalistici pubblici.
- Cadegiani, F. A., & Kater, C. E. Serie di studi EROS (Endocrine and Metabolic Responses on Overtraining Syndrome), International Journal of Sports Physiology and Performance e Journal of Science and Medicine in Sport.
- Frontiers in Network Physiology (2021). Overtraining Syndrome as a Complex Systems Phenomenon.
- International Journal of Sports Physiology and Performance (2025). Impact of Preseason Training Camps on Fitness, Fatigue, and Performance in Professional Football Players: Mild-altitude Camp Versus Sea-level Camp. DOI: 10.1123/ijspp.2024-0555
- McLean, B. D., Buttifant, D., Gore, C. J., White, K., & Liess, C. (2013). Physiological and performance responses to a preseason altitude-training camp in elite team-sport athletes. International Journal of Sports Physiology and Performance, 8(4), 391–399.
- PMC (2023). An intervention program based on team building during tactical training tasks to improve team functioning. Studio quasi-sperimentale su 51 calciatori giovanili d’élite (gruppo sperimentale n=27, controllo n=24).
- Frontiers in Psychology (2025/2026). The effect of team cohesion on mental toughness: a mediation and moderation mixed study based on COR theory.
- Behavioral Sciences / MDPI (2025). Adolescent Athlete Engagement and Team Cohesion in Football: A Moderated Mediation Model with Gender-Based Insights. Behavioral Sciences, 15(9), 1264.
- Dove Medical Press — Nature and Science of Sleep (2024). Effects of Acute Sleep Deprivation on Sporting Performance in Athletes: a meta-analysis.
- PMC9939841 (2023). Cognitive function in soccer athletes determined by sleep disruption and self-reported health, yet not by decision-reinvestment.
- Suite, D. et al. (2026). Leadership Under Pressure: Coach Sleep, Decision-Making, and Team Functioning in Elite Sport. Psychiatric Times.
- Psychiatric Times (2026). Sleep as Connective Tissue: Quantifying Team Dynamics in Elite Sports.
Fonti giornalistiche: ESPN Argentina (5 gennaio 2024), “La particular pretemporada de Deportivo Riestra, ¿al que madruga…?”; Diario de Cuyo (5 gennaio 2024), “Insólito entrenamiento de Riestra a las 3 de la mañana a metros de un boliche de playa”; La Gaceta (6 gennaio 2025; 9 gennaio 2026), “Entrenamientos de madrugada y en la playa” e “La exigente pretemporada de Deportivo Riestra en la playa que terminó con un jugador descompuesto”; Doble Amarilla (8 giugno 2025), “Con su excéntrica rutina de entrenamientos, Deportivo Riestra da comienzo a su pretemporada”; Aire de Santa Fe (8 giugno 2025), “¿Vende humo?”; La Nueva (9 gennaio 2026), “La excéntrica pretemporada de Riestra: entrenan a las 3.15 de la madrugada”; deportv.gob.ar (5 gennaio 2026); Fanpage.it (2017), “I gradoni di Zeman, i percorsi militari di Bielsa: 5 folli allenamenti del calcio”; Ideacalcio.net (2026), “I diversi metodi della ‘follia’ di Marcelo Bielsa”.
Nota redazionale. Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce in alcun modo una valutazione clinica o un percorso professionale di psicologia dello sport. Per consulenze personalizzate su atleti, squadre o staff tecnici, contattare Sport Psychology Center attraverso il sito ufficiale.
