«Guardiamo a cosa abbiamo»: la frase di De Giorgi che nasconde una scienza precisa.
18 Settembre 2026Sabato 19 settembre Millwall e West Ham si sfidano dopo 14 anni, e Londra mobilita 400 agenti e poteri speciali. Dalla granata finta del 1965 a Heysel, da Hillsborough ai dati del 2026: la storia, e la scienza, di un fenomeno che l’Inghilterra dice di aver sconfitto.
Autore Fabio Zarra Data 19 settembre 2026

Sabato 19 settembre 2026, ore 8 del mattino. Nel cuore della City di Londra scatta un ordine speciale: fino alle 20 la polizia può allontanare chiunque sembri in procinto di causare disordini.
A qualche chilometro di distanza, a Bermondsey, altri 400 agenti si preparano per una partita di Championship, la seconda serie inglese. Di solito, per una gara come questa, ne bastano tra 60 e 150.
Non è una finale, non c’è nessun trofeo in palio. C’è Millwall–West Ham, e c’è un dettaglio che spiega tutto: le due squadre non si incontravano in una gara ufficiale dal 2012.
È la storia di una domanda scomoda. L’Inghilterra, che negli anni Ottanta era sinonimo di violenza da stadio, giura di aver sconfitto gli hooligan. È vero? E cosa ci dice la psicologia su chi sono, davvero, quelle persone?
01 — I FATTI
Il derby dei Docks
Per capire perché la polizia trattenga il fiato bisogna tornare ai moli del Tamigi. Millwall e West Ham nascono nel mondo dei docks e dei cantieri sul fiume: due tifoserie di lavoratori portuali che dipendevano da aziende rivali, in lotta per gli stessi affari. La prima sfida è del 1899, in FA Cup. Da allora si sono incontrate 99 volte, ma spesso militavano in categorie diverse: il derby è raro, e proprio per questo carico di attesa.
| IL DISPOSITIVO DI SABATO ~400 agenti della Metropolitan Police, contro i 60–150 di una normale gara di Championship Ordine di dispersione: chi provoca disordini può essere allontanato da un’area che va da Tower Bridge a Blackheath Tifosi ospiti convogliati verso una sola stazione, South Bermondsey, che può restare chiusa ai tifosi di casa fino a un’ora dopo la gara |
25 agosto 2009: la notte di Upton Park
L’ultima volta che questa rivalità ha fatto notizia davvero, non si giocava un campionato ma una League Cup. Il gol del pareggio del West Ham scatena un’invasione di campo, poi un’altra. Fuori dallo stadio un tifoso del Millwall viene accoltellato. Tra chi corre sul prato c’è anche un uomo con un bambino sulle spalle: l’immagine fa il giro dei giornali e indigna federazione e governo.
Il bilancio: 80 arresti, 115.000 sterline di multa al West Ham, almeno 54 tifosi banditi a vita dal club. L’ex allenatore Harry Redknapp consigliò di non far mai più giocare le due squadre in una coppa a eliminazione. E la polizia disse che la violenza era stata pianificata, ma che non segnava il ritorno degli anni Ottanta.
02 — LA STORIA
Gli anni in cui il calcio inglese faceva paura
Prima di raccontarli, una precisazione: il panico per gli «hooligan» non nasce negli anni Ottanta. Lo storico Geoffrey Pearson ha mostrato che l’allarme risale all’Inghilterra vittoriana, e che ogni generazione ha creduto di vivere un’ondata di violenza giovanile senza precedenti. Detto questo, gli anni Ottanta furono davvero un abisso.
Una granata finta a Griffin Park (1965)
6 novembre 1965. Il Millwall gioca a Brentford. Durante la partita, dal settore dei tifosi ospiti vola in campo una granata a mano. Il portiere del Brentford, Chic Brodie, la raccoglie, la osserva con calma e la rilancia nella propria porta. Era finta. Le risse, dentro e fuori dallo stadio, erano vere.
È uno degli episodi più iconici di quel periodo, e contiene già un indizio che i ricercatori avrebbero inseguito per decenni: una parte della violenza dei tifosi era teatro.
«Chiudiamo il club» (1982)
Nel 1982 il Millwall perde in FA Cup contro il modesto Slough Town, squadra dilettante. Ne nascono incidenti tali che il presidente, Alan Thorne, minaccia di chiudere la società.
Luton, 13 marzo 1985
Quarti di FA Cup. Prima, durante e dopo la partita, Luton diventa un campo di battaglia: sedili strappati dalle tribune e lanciati in campo, invasione, guerriglia nelle strade. Le fonti danno bilanci diversi, fino a 81 feriti tra cui 31 agenti. Dei 31 arrestati, secondo le ricostruzioni, molti erano tifosi di altri club londinesi, West Ham e Chelsea compresi: un indizio che per una parte di loro contasse più la rissa che la maglia.
Il governo Thatcher istituì una «war cabinet» sul tema e provò a estendere a tutto il Paese la tessera di iscrizione obbligatoria introdotta dal Luton. Non ci riuscì.
Heysel e Hillsborough: due tragedie, due lezioni
29 maggio 1985, Bruxelles, finale di Coppa dei Campioni Liverpool–Juventus. Prima del fischio d’inizio un gruppo di tifosi inglesi carica quelli juventini. Un muro crolla. Muoiono 39 persone, in maggioranza italiane. I club inglesi vengono esclusi dall’Europa per cinque anni, il Liverpool per sei; 14 tifosi del Liverpool sono condannati per omicidio colposo.
Quattro anni dopo, il 15 aprile 1989, a Hillsborough muoiono 97 tifosi del Liverpool. Qui non c’erano hooligan. C’era una calca fatale, una gestione fallimentare dell’ordine pubblico e una parte della stampa che accusò i tifosi di essere ubriachi e violenti. Nel 2016 la giuria dell’inchiesta stabilì che le vittime erano state uccise illegittimamente e che i tifosi non avevano alcun ruolo nella tragedia. L’ultima vittima, Andrew Devine, è morta nel 2021, dopo 32 anni di cure.
È la lezione più dura di tutta la storia: l’etichetta «hooligan» può diventare un alibi.
Le riforme arrivarono in fretta. Dopo il rapporto Taylor gli stadi delle due massime divisioni diventarono interamente a sedere. Nuove leggi crearono i «banning order», i divieti di accesso agli stadi: dopo i disordini di Euro 2000 passarono da meno di 100 a circa 2.000 nel 2004.
03 — LA SCIENZA
Cosa passa per la testa di un hooligan?
Se vi aspettate il ritratto di un mostro, la ricerca vi deluderà. In mezzo secolo psicologi e sociologi hanno osservato i tifosi da vicino e hanno trovato quattro idee sorprendenti.
1. È anche teatro
Negli anni Settanta un gruppo di ricercatori guidato da Peter Marsh studiò i tifosi da vicino e notò che molto di ciò che sembrava caos aveva regole: cori, minacce, cariche che si fermavano prima del contatto. Un rituale di dominio, più esibizione che danno. La granata finta di Brentford ne è un buon esempio. Ma a volte il teatro esce dal copione: Luton, Bruxelles.
2. Status e appartenenza
Altri studiosi, alla scuola di Leicester, guardarono più a fondo, alla cultura di certi quartieri operai, dove la durezza e la capacità di battersi contano come moneta sociale. Il Millwall ne è quasi un simbolo: il suo celebre coro, «No One Likes Us, We Don’t Care», è diventato il titolo di un libro dell’etnografo Garry Robson, che distingue il mito del club dalla realtà quotidiana della sua tifoseria. Un’identità da «outsider», orgogliosa di esserlo. Sul fronte opposto, il West Ham ha il suo inno storico, «I’m Forever Blowing Bubbles», che i suoi tifosi cantano da generazioni.
3. Il «noi» che diventa «io»
Per molti tifosi la squadra è un’appartenenza. Per alcuni è qualcosa di più: una parte di sé. Gli psicologi lo chiamano fusione identitaria: il confine tra «io» e «noi» si dissolve, e un’offesa al gruppo brucia come un’offesa personale.
Uno studio su 465 tifosi brasiliani ha cercato di capire cosa spinge alla violenza. Non è il disadattamento sociale, che non era legato agli episodi di violenza. È la fusione con il gruppo, unita alla sensazione che i rivali siano una minaccia costante. Attenzione: il campione è brasiliano, e applicarlo all’Inghilterra è un’ipotesi. Ma ha un lato luminoso: gli stessi studi mostrano che i tifosi più «fusi» si dicono disposti a sacrificarsi per altri tifosi in pericolo.
| La colla che tiene unito il gruppo è la stessa che, con un rivale davanti, può renderlo pericoloso. — Sintesi dei risultati sulla fusione identitaria (Newson e colleghi) |
4. Il contesto cambia le persone
Agli Europei del 2004 in Portogallo, i tifosi inglesi, quelli con la peggior fama del continente, non causarono i disordini che tutti si aspettavano. Gli studiosi che li osservarono attribuirono il merito soprattutto a una polizia non militarizzata, che isolò psicologicamente la minoranza violenta invece di compattarla con il resto della tifoseria. Un’altra ricerca sul Cardiff City mostra che, quando i tifosi ritenevano legittimo il modo in cui erano gestiti, il conflitto calava; quando no, tornava. Le stesse persone, in contesti diversi, si comportano in modo diverso.
04 — I NUMERI
«Debellati»? Meno, ma diversi
I dati ufficiali del Ministero dell’Interno britannico sulla stagione 2025/26 raccontano una storia a due facce.
| I NUMERI DELLA STAGIONE 2025/26 (INGHILTERRA E GALLES) | |
| 1.963 | arresti e altre azioni di polizia: circa 4 ogni 100.000 spettatori, su circa 48 milioni di presenze |
| −27% | il calo degli arresti negli anni prima del Covid (2015/16–2018/19) |
| 159 | le partite con incidenti gravi, il 50% in più dell’anno prima, con più episodi organizzati |
| 2.460 | i divieti di accesso in vigore: il massimo dal 2011/12 |
| 34% → 7% | quota dei reati legati all’alcol tra il 2010/11 e oggi; la droga di classe A è al 17% |
Da una parte, gli arresti sono pochi rispetto alla folla che riempie gli stadi. Dall’altra, quando qualcosa succede, succede in modo più grave e più organizzato. Secondo gli studiosi, l’hooliganism moderno somiglia meno a una rissa spontanea e più a un appuntamento: scontri pre-organizzati tra gruppi strutturati, lontano dagli stadi. E il carburante cambia: meno alcol, più droga.
Una curiosità che riguarda proprio sabato: i tifosi del West Ham risultano essere, per il terzo anno consecutivo, quelli con più divieti di accesso in vigore in Inghilterra e Galles (121). Il Ministero avverte però che non si possono calcolare proporzioni sul numero totale di tifosi: non significa che siano i più violenti.
Wembley, 11 luglio 2021
Finale degli Europei, Inghilterra–Italia. Circa 2.000 persone senza biglietto entrano nello stadio attraverso 17 sfondamenti di ingressi per disabili e uscite d’emergenza. In un episodio giudicato «appalling» dal rapporto della baronessa Casey, un uomo si finge steward e allontana un bambino disabile dal padre per superare un varco. Casey definì la serata un «near miss»: si sfiorò la tragedia, con alcol e droghe tra i fattori chiave.
Non era hooliganism in senso stretto: era una folla fuori controllo. Ma mostra come il rischio, nel calcio inglese, non sia scomparso. Si è spostato.
West Bromwich–Wolverhampton, 2024
Una partita di FA Cup fu sospesa per 38 minuti per scontri sugli spalti, con agenti aggrediti, oggetti lanciati e fumogeni. Alla fine: 43 arresti.
Una nota di metodo, per non sbagliare: le serie storiche si leggono con prudenza, perché le regole cambiano. Il possesso di droga di classe A è diventato «reato da stadio» nel 2022, l’ingresso senza biglietto nel 2026. Una parte delle variazioni dipende da ciò che si conta.
05 — IN CHIUSURA
Quello che non c’è più, e quello che resta
L’Inghilterra non ha eliminato l’hooligan: ha reso la violenza più costosa, più nascosta e più rara. Non è poco, ma non è la stessa cosa che sconfiggerla.
Il punto, per la psicologia, è che il meccanismo non è sparito. Se è vero quello che suggeriscono gli studi sulla fusione identitaria, la rivalità storica e la sensazione di minaccia restano il combustibile, e un derby che ritorna dopo 14 anni li riporta in scena. È un’ipotesi, non una previsione.
Un altro dato fa riflettere: il 60% dei divieti di accesso in vigore riguarda persone tra i 18 e i 34 anni, e nell’ultima stagione le partite con episodi di ordine pubblico che coinvolgono tifosi minorenni sono state 516 (un numero che i compilatori attribuiscono in parte a una rilevazione migliore). Per chi lavora con società, allenatori e giovani tifosi, è ragionevole pensare che la cultura dell’appartenenza si formi molto prima dell’età dei divieti.
Per noi italiani, poi, questa non è storia inglese. Heysel ha avuto 39 vittime, in maggioranza italiane. Wembley 2021 era Inghilterra–Italia. E a Parigi, la notte del 30 maggio, la festa per il PSG è finita con centinaia di fermati: un fenomeno diverso, di festa che degenera, di cui abbiamo parlato qui. Distinguere le violenze del calcio è il primo passo per non usare la stessa risposta per tutte.
Qualunque sia l’esito di Millwall–West Ham, la domanda resta aperta: si può davvero sconfiggere un fenomeno senza capire cosa lo tiene in vita?
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RIFERIMENTI SCIENTIFICI
- Ayres, T. C., & Treadwell, J. (2012). Bars, drugs and football thugs: Alcohol, cocaine use and violence in the night time economy among English football firms. Criminology & Criminal Justice. DOI: 10.1177/1748895811422949
- Dunning, E., Murphy, P., & Williams, J. (1988). The Roots of Football Hooliganism: An Historical and Sociological Study. Routledge & Kegan Paul.
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- Newson, M., Buhrmester, M., & Whitehouse, H. (2016). Explaining lifelong loyalty: The role of identity fusion and self-shaping group events. PLoS ONE, 11(8), e0160427. DOI: 10.1371/journal.pone.0160427
- Newson, M., Bortolini, T., Buhrmester, M., da Silva, S. R., Aquino, J. N. Q., & Whitehouse, H. (2018). Brazil’s football warriors: Social bonding and inter-group violence. Evolution and Human Behavior, 39(6), 675–683. DOI: 10.1016/j.evolhumbehav.2018.06.010
- Pearson, G. (1983). Hooligan: A History of Respectable Fears. Macmillan.
- Robson, G. (2000). “No One Likes Us, We Don’t Care”: The Myth and Reality of Millwall Fandom. Berg.
- Stott, C., Adang, O., Livingstone, A., & Schreiber, M. (2008). Tackling football hooliganism: A quantitative study of public order, policing and crowd psychology. Psychology, Public Policy, and Law, 14(2), 115–141. DOI: 10.1037/a0013419
- Stott, C., Hoggett, J., & Pearson, G. (2012). “Keeping the peace”: Social identity, procedural justice and the policing of football crowds. British Journal of Criminology, 52(2), 381–399.
- Casey, L. (2021). Review of the events surrounding the UEFA Euro 2020 Final. The Football Association.
- Home Office (2026). Football-related arrests, banning orders: 2025 to 2026 domestic season. GOV.UK, 23 luglio 2026.
Fonti dei fatti riportati: comunicato della Metropolitan Police (17 settembre 2026); London Crime News (18 settembre); London Now (19 settembre); Read West Ham; Wikipedia (Millwall F.C.–West Ham United F.C. rivalry; Millwall Bushwackers; 2009 Upton Park riot; 1985 Luton riot; Heysel Stadium disaster); Encyclopaedia Britannica e History (Heysel); IOPC e ITV News (Hillsborough); Sky TG24 (31 maggio 2026); Taipei Times/AFP (Wolves–West Brom 2024); Sky Sports (rapporto Casey).
Fabio Zarra
Psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi, ha maturato oltre dieci anni di esperienza nel calcio professionistico, in particolare con Cagliari Calcio. Si occupa di valutazione psicologica e mental training di atleti del settore giovanile e della prima squadra. Autore del libro Ironicamente Sportivə.
