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6 Ottobre 2026Con l’avvio dell’anno scolastico torna al centro il progetto Studente-atleta. Dietro calendari, trasferte e verifiche c’è una questione psicologica: permettere a un giovane di crescere nello sport e nello studio senza vivere ogni giorno come una scelta tra due parti di sé.

Di Fabio Zarra
01 — IL PUNTO DI PARTENZA
Due calendari, una sola persona
Settembre rimette insieme due ritmi: le lezioni riprendono, mentre allenamenti e competizioni continuano a chiedere tempo ed energie. Per uno studente-atleta, la giornata può cominciare in classe e finire sui libri dopo l’allenamento. Nel mezzo ci sono spostamenti, recupero, relazioni e aspettative.
Per l’anno scolastico 2026/2027 prosegue il progetto didattico sperimentale “Studente-atleta di alto livello”. Il progetto si rivolge agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, in possesso dei requisiti sportivi previsti. La finalità è conciliare il percorso scolastico con l’impegno agonistico attraverso la personalizzazione della didattica. Il Percorso Formativo Personalizzato e il raccordo tra tutor scolastico e tutor sportivo sono strumenti centrali di questa organizzazione. [1–2]
Ho contribuito all’avanzamento e alla realizzazione del progetto durante il mio incarico di responsabile della Foresteria e psicologo del Cagliari Calcio. È un’esperienza che porto nella riflessione di oggi: come possiamo rendere compatibili le richieste rivolte a questi ragazzi?
La questione coinvolge la formazione e la salute psicologica. Il giovane che entra in classe al mattino è la stessa persona che scende in campo nel pomeriggio.
02 — LA SCIENZA DELLA DOPPIA CARRIERA
Organizzare le ore è solo una parte del lavoro
La letteratura definisce dual career un percorso che combina lo sport con lo studio o il lavoro. Nella loro revisione della ricerca europea, Stambulova e Wylleman (2019) collocano questa esperienza in una prospettiva che considera insieme sviluppo sportivo, psicologico, sociale e formativo. [3]
Questa cornice invita a guardare oltre l’agenda. Una trasferta può interferire con una verifica, ma anche con il senso di appartenenza alla classe. Un passaggio di categoria può coincidere con un nuovo ciclo scolastico. Cambiamenti diversi possono richiedere adattamento nello stesso periodo.
Per chi accompagna il ragazzo, ne deriva una domanda operativa: quali richieste si stanno sovrapponendo, quali risorse ha a disposizione e chi può aiutarlo? È un’applicazione della prospettiva della doppia carriera al lavoro quotidiano. La revisione del 2019 sintetizza 42 contributi della ricerca europea pubblicati tra il 2015 e il 2018: offre una cornice per comprendere il percorso, senza costituire una valutazione dell’efficacia del progetto ministeriale italiano. [3]
03 — QUANDO OGNI AMBIENTE VEDE SOLTANTO LA SUA PARTE
Il ragazzo come intermediario permanente
Immaginiamo una settimana con una trasferta, due verifiche e un allenamento anticipato. La scuola conosce il proprio programma; la società sportiva conosce il proprio calendario. Se le informazioni rimangono separate, il ragazzo deve spiegare, giustificare e negoziare ogni sovrapposizione.
Può imparare a gestire gli impegni, certamente. Ma gli adulti devono offrire un sistema nel quale questa autonomia sia praticabile.
Il raccordo tra tutor scolastico e tutor sportivo acquista qui un valore concreto: rendere visibili gli impegni, anticipare le criticità e concordare soluzioni. Le indicazioni ministeriali prevedono la collaborazione tra queste figure nella definizione e attuazione del percorso. [2]
Il PFP è finalizzato al raggiungimento dei traguardi di competenza in tutte le discipline e può essere aggiornato durante l’anno quando cambiano le esigenze didattiche o sportive. [2]
Dal punto di vista psicologico, proponiamo di usare questa organizzazione anche per contenere l’incertezza: chiarire con chi parlare e come recuperare un’attività. È un’indicazione applicativa, non un effetto psicologico del PFP già dimostrato dalle fonti citate.
Un percorso personalizzato funziona quando entra nella settimana reale dello studente.
04 — LA FATICA DA ASCOLTARE
Quando “devo farcela” diventa l’unica risposta
Un’agenda piena non equivale automaticamente a burnout. La ricerca descrive il burnout sportivo attraverso esaurimento fisico ed emotivo, ridotto senso di realizzazione e svalutazione dello sport. La revisione di Gustafsson, DeFreese e Madigan (2017) riporta associazioni tra burnout, esperienze sociali negative e preoccupazioni perfezionistiche, tra cui il timore di sbagliare e di essere valutati negativamente. Queste associazioni non implicano che ogni atleta esposto a tali condizioni svilupperà burnout. [4]
Una ricerca più specifica di Sorkkila e colleghi (2020) ha seguito adolescenti studenti-atleti finlandesi nel primo anno della scuola secondaria superiore: 391 alla prima rilevazione e 373 alla seconda. Lo studio ha individuato quattro profili di burnout scolastico e sportivo; le interviste a 17 atleti hanno approfondito differenze nelle richieste e nelle risorse percepite. I risultati evidenziano percorsi diversi, senza autorizzare a considerare la doppia carriera inevitabilmente dannosa o a trasferire automaticamente i dati al contesto italiano. [5]
Per uno studente-atleta, una domanda utile riguarda il significato dell’errore: può prendere un voto basso o giocare male senza sentirsi una delusione per tutti?
Il problema merita attenzione quando la richiesta di riuscire lascia poco spazio alla difficoltà. Stanchezza persistente, irritabilità, perdita di piacere o difficoltà di concentrazione vanno ascoltate nel loro contesto: da sole non consentono di identificare un burnout.
Come proposta per il colloquio, una conversazione può cominciare così: “Quale parte della settimana ti sta pesando di più?”. La risposta aiuta a individuare un bisogno concreto, anziché trasformare subito la fatica in un giudizio sull’impegno.
05 — COSA FARE ALL’INIZIO DELL’ANNO
Un patto che coinvolga scuola, sport e famiglia
Le seguenti proposte traducono la riflessione in un lavoro da adattare al singolo percorso. Sono indicazioni operative coerenti con i temi discussi; le ricerche citate non verificano questo elenco come protocollo di intervento:
- Condividere i periodi più impegnativi. Segnalare per tempo trasferte, gare e scadenze scolastiche, aggiornando il quadro quando cambia.
- Concordare modalità di recupero realistiche. Valutare la distribuzione delle attività arretrate e i tempi necessari per prepararle.
- Proteggere il recupero. Considerare sonno, pause e tempo personale nella pianificazione, evitando di riempire automaticamente ogni spazio libero.
- Ascoltare lo studente. Chiedergli quali soluzioni funzionano e quali stanno creando altre difficoltà.
- Verificare il percorso. Controllare periodicamente se gli accordi vengono applicati e se rispondono ancora ai suoi bisogni.
La responsabilità dello studente resta centrale: comunicare, rispettare gli accordi e partecipare alle decisioni. La responsabilità degli adulti è rendere quegli accordi coerenti e sostenibili.
06 — IN CHIUSURA
Crescere senza dover rinunciare a una parte di sé
All’inizio dell’anno scolastico abbiamo l’opportunità di organizzare il sostegno prima che le difficoltà si accumulino.
Il progetto Studente-atleta invita scuola e sport a collaborare attorno alla formazione di una persona. La sua qualità si misura anche nella quotidianità: un calendario condiviso, un confronto tempestivo, un ragazzo che può segnalare una difficoltà e trovare interlocutori disponibili.
Il traguardo è permettergli di costruire competenze e possibilità in entrambi i percorsi. Perché la sua crescita continui ad avere spazio, qualunque direzione prenderà la carriera sportiva.
Sport Psychology Center affianca giovani atleti, famiglie e realtà sportive nel lavoro sulla gestione delle richieste, sulla motivazione e sulle competenze mentali. Scopri i nostri percorsi su sportpsychologycenter.com (https://www.sportpsychologycenter.com/).
Riferimenti scientifici
[3] Stambulova, N. B., & Wylleman, P. (2019). Psychology of athletes’ dual careers: A state-of-the-art critical review of the European discourse. Psychology of Sport and Exercise, 42, 74–88. https://doi.org/10.1016/j.psychsport.2018.11.013 https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1469029218305120
[4] Gustafsson, H., DeFreese, J. D., & Madigan, D. J. (2017). Athlete burnout: Review and recommendations. Current Opinion in Psychology, 16, 109–113. https://doi.org/10.1016/j.copsyc.2017.05.002
[5] Sorkkila, M., Ryba, T. V., Selänne, H., & Aunola, K. (2020). Development of school and sport burnout in adolescent student-athletes: A longitudinal mixed-methods study. Journal of Research on Adolescence, 30(Suppl. 1), 115–133. https://doi.org/10.1111/jora.12453
Fonti istituzionali
[1] Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nota AOODGSIP prot. 3964 del 15 settembre 2026, A.S. 2026/2027 — Progetto Studente-atleta di alto livello, pubblicata dall’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna. Documento ministeriale (https://www.istruzioneer.gov.it/2026/09/15/sperimentazione-studente-atleta-di-alto-livello-a-s-2026-2027/?download=91769).
[2] Ministero dell’Istruzione e del Merito. Allegato 1 — Informazioni tecniche e operative per la sperimentazione del Progetto Studente-atleta di alto livello, a.s. 2026/2027, in particolare la sezione sui tutor e sul PFP. Documento ministeriale (https://www.istruzioneer.gov.it/2026/09/15/sperimentazione-studente-atleta-di-alto-livello-a-s-2026-2027/?download=91770).
