{"id":571,"date":"2026-10-06T11:47:12","date_gmt":"2026-10-06T09:47:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/?p=571"},"modified":"2026-10-10T08:16:25","modified_gmt":"2026-10-10T06:16:25","slug":"abbandono-giovanile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/2026\/10\/06\/abbandono-giovanile\/","title":{"rendered":"Abbandono giovanile: quanti ragazzi vorranno ancora esserci a giugno?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A decidere se un ragazzo resta non \u00e8 solo il risultato: conta anche come lo tratta il suo allenatore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-1200x675.png\" alt=\"Abbandono giovanile\" class=\"wp-image-572\" srcset=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-1200x675-1.png 1200w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-300x169.png 300w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-500x281.png 500w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-1536x864.png 1536w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-768x432.png 768w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-18x10.png 18w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-133x75.png 133w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo-480x270.png 480w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Ascolto-a-bordo-campo.png 1672w\" sizes=\"auto, (max-width:767px) 480px, (max-width:1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Abbandono giovanile<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Fabio Zarra<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>01&nbsp;<\/strong> <strong>IL DATO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una frattura che comincia presto<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le squadre giovanili hanno ricominciato da poche settimane. \u00c8 il momento giusto per guardare un dato che le societ\u00e0 conoscono ma raramente affrontano: a un certo punto, molti ragazzi smettono. Il tema dell&#8217;abbandono giovanile \u00e8 quindi pi\u00f9 che mai attuale. Secondo i numeri elaborati da TEHA Group su base Istat e presentati a giugno allo Sport Business Forum di Treviso dall&#8217;Osservatorio Valore Sport, nel 2024 praticava sport il 75% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, il 66% tra i 15 e i 17, il 56% tra i 18 e i 19. Nelle stesse fasce, la quota di chi ha praticato in passato e poi ha smesso sale dal 9% al 16% fino al 28%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto Istat \u00abLa pratica sportiva in Italia\u00bb (dati 2024, pubblicato a giugno 2025) segnala, tra i giovani di 10-24 anni, una differenza di genere netta nell&#8217;abbandono: il 21,6% delle ragazze contro il 15,1% dei ragazzi, con un&#8217;et\u00e0 media di interruzione di 14 anni per le prime e 15 per i secondi. Secondo i dati Istat riportati dalla stampa, i giovani di questa fascia che hanno smesso sono oltre 1,5 milioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I ricercatori dell&#8217;Osservatorio individuano cinque ambiti che incidono sulla percezione degli adolescenti: famiglia, scuola, allenatore, centro sportivo e quartiere. L&#8217;allenatore \u00e8 quindi uno dei fattori, non il colpevole unico. E la carenza di impianti, che spesso domina il dibattito, non risulta la motivazione principale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>02&nbsp;<\/strong> <strong>UNA CAUSA TRA MOLTE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 guardare proprio al tecnico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se le cause sono molte, perch\u00e9 concentrarsi sull&#8217;allenatore? Perch\u00e9, tra quelle che dipendono da chi lavora ogni giorno con i ragazzi, \u00e8 tra le pi\u00f9 modificabili. E la letteratura punta nella stessa direzione. Una revisione sistematica di Balish e colleghi ha esaminato 141 correlati dell&#8217;abbandono sportivo giovanile: tra quelli con evidenza di qualit\u00e0 pi\u00f9 alta compaiono autonomia, competenza percepita, relazione con gli altri e clima orientato al compito, e le conclusioni parlano di fattori in larga parte sociali. <sup>[1]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una revisione sistematica con meta-analisi di studi prospettici sull&#8217;abbandono degli sport di squadra in adolescenza (6.304 giocatori complessivi negli studi selezionati) ha trovato le relazioni pi\u00f9 forti con il drop-out nei costrutti legati alla motivazione e all&#8217;esperienza sportiva, e raccomanda alle societ\u00e0 di curare un clima motivazionale di qualit\u00e0. <sup>[2]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Autonomia, competenza e relazione non sono slogan. Sono i tre bisogni psicologici di base della teoria dell&#8217;autodeterminazione, e sono esattamente ci\u00f2 che un tecnico pu\u00f2 nutrire o frustrare con il suo modo quotidiano di stare in campo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il contrario del supporto all&#8217;autonomia non \u00e8 la struttura: \u00e8 il controllo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>03&nbsp;<\/strong> <strong>UNA DISTINZIONE UTILE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Controllare non \u00e8 dirigere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello motivazionale della relazione allenatore-atleta di Mageau e Vallerand indica tre comportamenti del tecnico che favoriscono la soddisfazione dei bisogni di autonomia, competenza e relazione: il supporto all&#8217;autonomia, la struttura e il coinvolgimento. <sup>[3]<\/sup> La struttura \u00e8 una dimensione distinta del modello, accanto al supporto all&#8217;autonomia: dare regole chiare, obiettivi e spiegazioni non \u00e8 il problema. In questo quadro supportare l&#8217;autonomia non equivale a rinunciare alla struttura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 il controllo. La Controlling Coach Behaviors Scale di Bartholomew, Ntoumanis e Th\u00f8gersen-Ntoumani, validata su pi\u00f9 campioni, distingue quattro componenti dello stile controllante: l&#8217;uso controllante delle ricompense, l&#8217;attenzione condizionale negativa, l&#8217;intimidazione e l&#8217;eccessivo controllo personale. <sup>[4]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ricompense usate per controllare.<\/strong> Premi, e anche lodi, usati come leva per far comportare i ragazzi in un certo modo. Il segnale \u00e8 che il riconoscimento serve a farli allenare di pi\u00f9, non a riconoscere un percorso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Attenzione condizionale negativa.<\/strong> Il tecnico si mostra freddo, distante o indifferente con chi non si adegua al suo modo di vedere le cose, o con chi non rende. L&#8217;affetto e l&#8217;attenzione diventano moneta di scambio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intimidazione.<\/strong> Umiliare verbalmente un ragazzo, anche davanti agli altri, o valutarne la prestazione in modo non costruttivo per ottenere un comportamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Eccessivo controllo personale.<\/strong> Ingerenza su aspetti della vita privata del ragazzo, o pretesa che lo sport sia il centro della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una regola pratica, coerente con la distinzione che la letteratura fa tra pratiche che colpiscono la persona (attenzione condizionale negativa, intimidazione, controllo personale) e pratiche che riguardano il comportamento (uso delle ricompense): il tono di voce non \u00e8 il discrimine, lo \u00e8 ci\u00f2 che si colpisce, il gesto tecnico o la persona. <sup>[9]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>04&nbsp;<\/strong> <strong>COSA ACCADE DENTRO IL RAGAZZO<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal controllo alla frustrazione dei bisogni, fino al malessere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In due studi trasversali su atleti e in uno studio con diario, Bartholomew e colleghi hanno trovato che il controllo percepito del tecnico era associato alla frustrazione dei bisogni psicologici, e che questa si associava pi\u00f9 coerentemente della soddisfazione dei bisogni a esiti negativi: burnout, depressione, affetti negativi e sintomi fisici. La frustrazione dei bisogni risultava inoltre associata a un&#8217;alterazione dell&#8217;arousal fisiologico prima dell&#8217;allenamento, e lo studio con diario ha riscontrato le stesse relazioni a livello quotidiano. <sup>[5]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel calcio giovanile il quadro \u00e8 simile. In uno studio longitudinale su giovani calciatori maschi (circa 12-13 anni, 725 partecipanti alla prima rilevazione e 597 alla seconda, nella stessa stagione), i cambiamenti nel controllo percepito si associavano ai cambiamenti nella frustrazione dei bisogni, a cui corrispondevano aumenti del burnout. <sup>[6]<\/sup> In uno studio su 433 calciatori maschi tra i 12 e i 15 anni di 24 scuole calcio della provincia di Valencia, il modello spiegava il 47% della varianza del burnout, oltre ad affetti negativi e sintomi di malessere fisico e psicologico. <sup>[7]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune cautele sono doverose. Lo studio del 2017 \u00e8 trasversale, basato su questionari autoriferiti e include solo ragazzi: mancano le ragazze, cio\u00e8 il gruppo in cui in Italia l&#8217;abbandono \u00e8 pi\u00f9 frequente e pi\u00f9 precoce. Nel campione i giocatori descrivevano in media i propri tecnici come poco o mediamente controllanti, quindi l&#8217;associazione emerge anche in un campione non dominato da casi estremi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 vicino all&#8217;intenzione di restare, uno studio su 658 pallanuotisti spagnoli tra i 13 e i 18 anni ha misurato l&#8217;impegno a continuare con lo sport (tra gli item, la determinazione a proseguire la stagione successiva). Il gruppo che percepiva i propri tecnici come poco supportivi e molto controllanti mostrava i valori pi\u00f9 bassi, mentre gli altri quattro gruppi non differivano in modo significativo tra loro. <sup>[9]<\/sup> Anche questo studio \u00e8 trasversale e riguarda un solo sport. Burnout, malessere e impegno dichiarato non coincidono con l&#8217;abbandono effettivo, e gli autori degli studi sul calcio indicano proprio l&#8217;abbandono come variabile da studiare in questo schema.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>05&nbsp;<\/strong> <strong>SI PU\u00d2 CAMBIARE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un comportamento insegnabile, un effetto misurabile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;evidenza pi\u00f9 diretta sul fatto che il comportamento del tecnico possa spostare il tasso di abbandono viene da un esperimento sul campo di Barnett, Smoll e Smith. Otto allenatori di Little League di baseball partecipavano a un workshop preliminare alla stagione, il Coach Effectiveness Training, mentre un gruppo di controllo era composto da dieci allenatori. <sup>[8]<\/sup> A fine stagione i bambini seguiti dai tecnici formati valutavano pi\u00f9 positivamente allenatore, compagni e sport. All&#8217;inizio della stagione successiva, tra i ragazzi del gruppo di controllo aveva smesso il 26%, contro il 5% del gruppo sperimentale. Non c&#8217;era differenza nelle percentuali medie di vittorie e sconfitte delle squadre tra chi aveva smesso e chi era rimasto, il che indica che l&#8217;abbandono non dipendeva dalla mancanza di successo della squadra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I limiti vanno detti: pochi allenatori, un solo sport, uno studio del 1992. Va letto come un&#8217;indicazione forte ma non definitiva. Il suo valore sta nel mostrare che un insieme di comportamenti insegnabili, in particolare lodare impegno e prestazioni desiderabili e reagire agli errori con incoraggiamento e istruzione, pu\u00f2 modificare un dato come l&#8217;abbandono.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>06&nbsp;<\/strong> <strong>IMPLICAZIONI PRATICHE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa fare gi\u00e0 dalla prossima seduta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le indicazioni che seguono sono applicazioni operative dei risultati citati, non il risultato di un singolo studio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dopo l&#8217;errore, prima il riconoscimento, poi la correzione.<\/strong> Un segnale che riconosce l&#8217;intenzione o l&#8217;impegno, seguito dall&#8217;istruzione tecnica, nella stessa frase se possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Spiega il perch\u00e9 e dai scelte reali ma circoscritte.<\/strong> Non \u00abdecidete voi cosa fare\u00bb, ma \u00abscegliete in quale ordine fare questi esercizi\u00bb. Il controllo tecnico resta al tecnico, la percezione di autonomia passa in parte ai ragazzi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non fare di attenzione e affetto una moneta.<\/strong> Chiediti a chi dai attenzione dopo una prestazione negativa, e con quale espressione. Per una settimana, annota con chi parli e in che modo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Allinea tutto lo staff.<\/strong> Preparatore, vice, match analyst: se una sola figura usa solo correzione e nessun riconoscimento, l&#8217;esperienza del ragazzo resta quella.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Come si forma uno staff che sa creare un clima di crescita?<\/strong> Supporto all&#8217;autonomia, feedback dopo l&#8217;errore, gestione dell&#8217;attenzione: sono comportamenti osservabili e allenabili, anche per tecnici e dirigenti del settore giovanile. Parliamone. <a href=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\">www.sportpsychologycenter.com<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>07&nbsp;<\/strong> <strong>IN CHIUSURA<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una domanda per l&#8217;inizio di stagione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessun tecnico, da solo, pu\u00f2 azzerare l&#8217;abbandono: famiglia, scuola, societ\u00e0 e quartiere contano. Ma tra tutte le leve, il comportamento quotidiano in campo \u00e8 quella che pu\u00f2 cambiare gi\u00e0 domani, senza bandi e senza budget. La domanda per ogni staff, a inizio stagione, non \u00e8 soltanto quante partite vinceremo, ma quanti di questi ragazzi vorranno ancora esserci a giugno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RIFERIMENTI SCIENTIFICI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[1] Balish, S. M., McLaren, C., Rainham, D., &amp; Blanchard, C. (2014). Correlates of youth sport attrition: A review and future directions. Psychology of Sport and Exercise, 15(4), 429\u2013439. DOI: 10.1016\/j.psychsport.2014.04.003 <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S1469029214000508\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S1469029214000508<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[2] Back, J., Johnson, U., Svedberg, P., McCall, A., &amp; Ivarsson, A. (2022). Drop-out from team sport among adolescents: A systematic review and meta-analysis of prospective studies. Psychology of Sport and Exercise, 61, 102205. DOI: 10.1016\/j.psychsport.2022.102205<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[3] Mageau, G. A., &amp; Vallerand, R. J. (2003). The coach\u2013athlete relationship: A motivational model. Journal of Sports Sciences, 21(11), 883\u2013904.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[4] Bartholomew, K. J., Ntoumanis, N., &amp; Th\u00f8gersen-Ntoumani, C. (2010). The controlling interpersonal style in a coaching context: Development and initial validation of a psychometric scale. Journal of Sport and Exercise Psychology, 32(2), 193\u2013216. DOI: 10.1123\/jsep.32.2.193<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[5] Bartholomew, K. J., Ntoumanis, N., Ryan, R. M., Bosch, J. A., &amp; Th\u00f8gersen-Ntoumani, C. (2011). Self-determination theory and diminished functioning: The role of interpersonal control and psychological need thwarting. Personality and Social Psychology Bulletin, 37(11), 1459\u20131473. DOI: 10.1177\/0146167211413125<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[6] Balaguer, I., Gonz\u00e1lez, L., Fabra, P., Castillo, I., Merc\u00e9, J., &amp; Duda, J. L. (2012). Coaches&#8217; interpersonal style, basic psychological needs and the well- and ill-being of young soccer players: A longitudinal analysis. Journal of Sports Sciences, 30, 1619\u20131629. DOI: 10.1080\/02640414.2012.731517<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[7] Mars, L., Castillo, I., L\u00f3pez-Walle, J., &amp; Balaguer, I. (2017). Estilo controlador del entrenador, frustraci\u00f3n de las necesidades y malestar en futbolistas. Revista de Psicolog\u00eda del Deporte, 26(Suppl 2), 119\u2013124.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[8] Barnett, N. P., Smoll, F. L., &amp; Smith, R. E. (1992). Effects of enhancing coach-athlete relationships on youth sport attrition. The Sport Psychologist, 6(2), 111\u2013127.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">[9] Ab\u00f3s, \u00c1., Murillo, M., Sevil-Serrano, J., &amp; Garc\u00eda-Gonz\u00e1lez, L. (2023). How coaches&#8217; need-supportive and controlling behaviors are related to different (mal)adaptive outcomes in water polo players: A person-centered approach. Current Psychology, 42(10), 8085\u20138096. DOI: 10.1007\/s12144-021-02101-y<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>FONTI GIORNALISTICHE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Istat, \u201cLa pratica sportiva in Italia\u201d (dati 2024, giugno 2025), istat.it.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quotidiano.net \/ Luce (05\/06\/2026), \u201cI giovani abbandonano lo sport proprio quando dovrebbero \u2018insistere\u2019: l&#8217;allarme dell&#8217;Osservatorio Valore Sport\u201d (dati TEHA Group su base Istat).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sky TG24 (07\/11\/2025), \u201cIl progetto di Vero Volley per combattere l&#8217;abbandono sportivo in Italia\u201d (dati del rapporto Istat sulla pratica sportiva).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A decidere se un ragazzo resta non \u00e8 solo il risultato: conta anche come lo tratta il suo allenatore. di Fabio Zarra 01&nbsp; IL DATO Una<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-571","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-psicologia-dello-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=571"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":573,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571\/revisions\/573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}