{"id":559,"date":"2026-09-22T12:06:45","date_gmt":"2026-09-22T10:06:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/?p=559"},"modified":"2026-09-22T12:06:48","modified_gmt":"2026-09-22T10:06:48","slug":"visualizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/2026\/09\/22\/visualizzazione\/","title":{"rendered":"Visualizzazione e attivazione mentale: cosa possiamo imparare da Weghorst e Mart\u00edn"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Due gesti virali diventati oggetto di ironia sono in realt\u00e0 un buon punto di partenza per parlare di due strumenti reali della psicologia dello sport: l\u2019imagery e l\u2019attivazione neurocognitiva pre-gara.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-1200x1200.webp\" alt=\"Visualizzazione e Attivazione mentale\" class=\"wp-image-560\" srcset=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-1200x1200.webp 1200w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-300x300.webp 300w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-500x500.webp 500w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-768x768.webp 768w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-12x12.webp 12w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-1536x1536.webp 1536w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-150x150.webp 150w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-75x75.webp 75w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain-480x480.webp 480w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Blue-image-of-human-brain.webp 1732w\" sizes=\"auto, (max-width:767px) 480px, (max-width:1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visualizzazione e Attivazione mentale. Imparare a utilizzare queste tecniche per sfruttare al massimo il potenziale cognitivo.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Edited by Fabio Zarra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Due episodi, distanti per sport e continente, sono finiti nello stesso calderone social nell\u2019ultima settimana. Wout Weghorst, attaccante del Twente, viene ripreso mentre muove le dita a forbice e batte le mani prima del secondo tempo di una partita di Eredivisie: il web lo deride, poi lui segna. Jorge Mart\u00edn, campione del mondo MotoGP, viene invece mostrato in alcuni video pre-gara mentre sembra ripassare mentalmente il tracciato: qualcuno prova a spiegarlo, altri lo travisano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">N\u00e9 Weghorst n\u00e9 Mart\u00edn hanno spiegato pubblicamente questi gesti. Non sappiamo, quindi, se stiano davvero praticando le tecniche che descriviamo in questo articolo, in che forma o con quale consapevolezza. Ma i due episodi sono un\u2019ottima occasione per raccontare cosa sono, come funzionano e perch\u00e9 tanti atleti d\u2019\u00e9lite \u2014 questi s\u00ec, documentati \u2014 le usano davvero: la <strong>visualizzazione mentale (imagery)<\/strong> e le tecniche di <strong>attivazione e regolazione pre-gara<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>IN BREVE<\/strong> <strong>I due episodi sono uno spunto, non una prova<\/strong>: al momento nessuno dei due atleti ha spiegato approfonditamente i propri gesti. <strong>L\u2019imagery funziona<\/strong>: una meta-analisi su decine di studi trova un effetto medio (d = 0,43) su prestazione, motivazione ed emozioni (Simonsmeier et al., 2021).<strong>Le routine pre-gara aiutano sotto pressione<\/strong>: effetti da moderati a ampi in condizioni sperimentali (Rupprecht, Tran &amp; Gr\u00f6pel, 2024).<strong>Anche l\u2019attivazione mirata di un lato del corpo ha risultati promettenti<\/strong>, pur restando un filone di ricerca ancora giovane (Beckmann, Gr\u00f6pel &amp; Ehrlenspiel, 2013).<strong>Sono competenze allenabili<\/strong>, non doti innate: si imparano con la pratica, come un fondamentale tecnico.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Due episodi, un\u2019ipotesi di lavoro<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Enschede, Weghorst rientra per primo dagli spogliatoi e, prima che i compagni tornino in campo, muove le dita passando da due a tre e batte pi\u00f9 volte le mani. Il video, ripreso da ESPN Olanda, diventa virale: nei commenti prevale il sarcasmo. Poi Weghorst pareggia al 79\u2019 e il Twente completa la rimonta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto diverso, alcuni video mostrano Jorge Mart\u00edn, prima di una gara, con gli occhi chiusi e piccoli movimenti delle mani: un contenuto ufficiale MotoGP del 2024 li ha descritti con il termine \u00abvisualising\u00bb. Anche qui, nessuna intervista in cui il pilota entri nel dettaglio di cosa stia facendo o perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo questi due episodi come <strong>spunto narrativo<\/strong>, non come casi clinici da certificare: non attribuiamo a Weghorst o a Mart\u00edn una tecnica precisa, un protocollo o un risultato. Li usiamo per raccontare cosa dice la ricerca su ci\u00f2 che <em>potrebbero<\/em> essere: allenamento mentale attraverso l\u2019immaginazione e regolazione dell\u2019attivazione psicofisiologica prima della prestazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019imagery: allenare la mente a fare la mossa prima del corpo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>imagery<\/strong> (o visualizzazione mentale) \u00e8 la capacit\u00e0 di ricreare mentalmente un\u2019esperienza \u2014 un gesto tecnico, una gara, una sensazione corporea \u2014 senza che lo stimolo reale sia presente. Non \u00e8 immaginazione generica: nella pratica sportiva \u00e8 un esercizio strutturato, che coinvolge pi\u00f9 canali sensoriali (visivo, cinestesico, uditivo) e viene allenato con la stessa seriet\u00e0 di un fondamentale fisico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 una novit\u00e0 n\u00e9 una moda. Michael Jordan, prima di ogni tiro libero, ripeteva sempre la stessa sequenza fisica e mentale; Tiger Woods, prima di un colpo, si posiziona dietro la palla e visualizza la traiettoria che vuole imprimerle, prima ancora di avvicinarsi (Rupprecht, Tran &amp; Gr\u00f6pel, 2024). Sono esempi noti, non aneddoti isolati: la visualizzazione \u00e8 una delle competenze psicologiche pi\u00f9 insegnate nei percorsi di preparazione mentale degli atleti d\u2019\u00e9lite.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa dicono i dati<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una meta-analisi che ha riesaminato gli studi disponibili sull\u2019imagery nello sport riporta un effetto medio, d = 0,43, sulla prestazione motoria, sugli esiti motivazionali e su quelli emotivi (Simonsmeier et al., 2021). Un dato interessante per chi allena: l\u2019imagery combinata alla pratica fisica risulta pi\u00f9 efficace della sola pratica fisica. In altre parole, visualizzare non sostituisce l\u2019allenamento sul campo, lo potenzia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come si allena (non si impara a memoria, si pratica)<\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Multisensoriale<\/strong>: non solo immagini, ma sensazioni muscolari, suoni, persino l\u2019odore dell\u2019ambiente di gara.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>In prima persona<\/strong>: vedere la scena con i propri occhi, non come uno spettatore esterno, aumenta l\u2019attivazione motoria coinvolta.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Specifica per il compito<\/strong>: una curva, un salto, un primo pallone giocato \u2014 non una visualizzazione generica di &#8220;vincere&#8221;.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ripetuta e breve<\/strong>: sessioni brevi e frequenti battono un\u2019unica seduta lunga e sporadica.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Realistica<\/strong>: include anche le difficolt\u00e0 attese (un avversario che pressa, un pubblico ostile), non solo lo scenario ideale.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Attivazione neurocognitiva: cosa c\u2019\u00e8 di vero dietro la parola \u00abneuro\u00bb<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Online, ai gesti di Weghorst \u00e8 stata affiancata l\u2019etichetta \u00abneuroattivazione\u00bb, con un rimando a tecniche di stampo Brain Gym: l\u2019idea che incrociare la linea mediana del corpo \u00abconnetta i due emisferi\u00bb e migliori la coordinazione. Va detto con chiarezza: le rassegne scientifiche disponibili su questa specifica teoria non trovano un fondamento solido (Hyatt, 2007; Spaulding, Mostert &amp; Beam, 2010), e i \u00abneuromiti\u00bb che uniscono un linguaggio scientifico a spiegazioni intuitive sono diffusi anche tra gli addetti ai lavori (Dekker et al., 2012). Questo per\u00f2 non significa che il nome sia sempre vuoto: dietro la stessa esigenza \u2014 prepararsi mentalmente all\u2019azione \u2014 la psicologia dello sport ha sviluppato tecniche di attivazione con basi solide, che vale la pena conoscere.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La routine pre-performance<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La forma pi\u00f9 studiata \u00e8 la <strong>routine pre-performance (PPR)<\/strong>: una sequenza di pensieri e azioni pertinenti al compito, eseguita sempre allo stesso modo prima della prestazione. Una rassegna sistematica su 47 studi la colloca tra gli interventi pi\u00f9 spesso efficaci contro il <em>choking<\/em>, il calo di rendimento sotto pressione (Gr\u00f6pel &amp; Mesagno, 2019). Una meta-analisi pi\u00f9 recente, su 112 effect size, riporta un effetto piccolo ma significativo nei disegni pre-post (SMC = 0,31) e un effetto da moderato a ampio nei disegni sperimentali, sia a bassa pressione (g = 0,64) sia sotto pressione (g = 0,70) \u2014 a conferma che l\u2019effetto non sparisce, anzi tiene, proprio quando la posta si alza (Rupprecht, Tran &amp; Gr\u00f6pel, 2024).<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019attivazione mirata di un emisfero<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un filone di ricerca pi\u00f9 circoscritto, e ancora giovane, riguarda l\u2019attivazione asimmetrica del corpo. Beckmann, Gr\u00f6pel e Ehrlenspiel (2013) hanno osservato che atleti che stringevano una palla con la mano sinistra subito prima dell\u2019esecuzione mostravano un calo di prestazione sotto pressione minore rispetto a chi la stringeva con la destra, ipotizzando un ruolo dell\u2019emisfero destro nell\u2019automatismo motorio. Il commento della British Psychological Society a questi studi ha indicato, come limite principale, l\u2019assenza di cecit\u00e0 sperimentale: i partecipanti sapevano quale mano stessero usando. Restano risultati promettenti pi\u00f9 che una tecnica consolidata, ma indicano una direzione concreta: piccoli gesti motori mirati, eseguiti con intenzione subito prima della prestazione, possono avere un effetto reale sull\u2019attivazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio in questo spazio \u2014 tra un rituale personale e una tecnica documentata \u2014 che si possono collocare, con la dovuta cautela, gesti come quelli di Weghorst: non sappiamo se stia usando esattamente queste tecniche, ma la somiglianza con protocolli di attivazione pre-performance \u00e8 un\u2019ipotesi ragionevole, non un\u2019etichetta magica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 funzionano: tre meccanismi<\/h3>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">1. Ancoraggio attentivo e transizione<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un gesto semplice e ripetuto aiuta a staccare da ci\u00f2 che precede (l\u2019intervallo, un episodio arbitrale, l\u2019attesa ai box) e a rientrare nel compito. Nella cornice teorica di Hobson e colleghi (2018), i rituali regolano le emozioni e gli stati funzionali alla prestazione, sia attraverso le caratteristiche fisiche del gesto sia attraverso il significato che l\u2019atleta gli attribuisce.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">2. Regolazione del carico cognitivo<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coordinare un gesto insolito richiede attenzione: nella rassegna di Gr\u00f6pel e Mesagno (2019), i compiti che impegnano l\u2019attenzione in modo controllato possono aiutare proprio sotto pressione, distogliendo l\u2019atleta dal monitoraggio passo-passo del proprio gesto tecnico \u2014 un fenomeno noto come <em>paralisi da analisi<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">3. Attivazione psicofisiologica<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un movimento intenso o una sequenza di respiri regolano il livello di attivazione (arousal) verso la \u00abzona\u00bb ottimale per quell\u2019atleta in quel momento: n\u00e9 troppo bassa, n\u00e9 eccessiva. \u00c8 lo stesso principio su cui si basano decenni di studi sulle routine pre-gara, ed \u00e8 coerente con l\u2019ipotesi di attivazione asimmetrica appena descritta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">E il corpo? Il riscaldamento dell\u2019intervallo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche una componente fisica, spesso dimenticata. Mohr e colleghi (2004) hanno documentato che, nel calcio, la temperatura muscolare cala durante l\u2019intervallo e la prestazione sui 30 metri peggiora a inizio ripresa; un breve riscaldamento a met\u00e0 partita ha limitato il calo. Una buona preparazione al rientro in campo ha sempre una componente fisica e una attentiva-mentale, complementari: l\u2019una non sostituisce l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come costruire una routine di attivazione mentale<\/h3>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Scegli la funzione, non il gesto.<\/strong> Vuoi concentrarti, attivarti o calmarti? Decidilo prima di scegliere come farlo.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Costruisci una sequenza di imagery specifica per il tuo gesto tecnico<\/strong>: in prima persona, multisensoriale, con le difficolt\u00e0 realistiche incluse (Simonsmeier et al., 2021).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Aggiungi un\u2019ancora fisica breve e ripetibile<\/strong>: un respiro, una parola-chiave, un movimento personale. Meno elementi hai, pi\u00f9 la routine resiste alla pressione.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Allenala prima di usarla in gara.<\/strong> Una routine introdotta senza pratica preventiva rischia di aggiungere un compito, non di alleggerirlo: provala in allenamento e in gare a bassa posta.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Aggancia un obiettivo di compito<\/strong> per i primi minuti dopo la routine (il primo appoggio, la prima frenata, la prima lettura della linea difensiva): la riporti nel gioco, non la lasci a s\u00e9 stessa.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Valutala con onest\u00e0<\/strong>: chiediti se ti aiuta a essere pi\u00f9 presente e lucido nei primi minuti, non se \u00abporta fortuna\u00bb.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">In conclusione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sappiamo cosa stessero facendo esattamente Weghorst e Mart\u00edn, e non spetta a noi deciderlo al posto loro (attendiamo le loro dichiarazioni!). Quello che possiamo dire, con il supporto della ricerca, \u00e8 che l\u2019imagery e le tecniche di attivazione pre-gara sono strumenti reali, allenabili e alla portata di qualsiasi atleta o squadra, dal settore giovanile al professionismo. La lezione utile di questi due episodi virali non \u00e8 &#8220;copiare il gesto&#8221;, ma <strong>costruire la propria versione<\/strong>: una sequenza mentale e fisica che funzioni per te, allenata con la stessa costanza di un fondamentale tecnico, ovviamente con il supporto di un professionista, uno Psicologo dello Sport.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Una nota di cautela, utile a chi divulga: attribuire una tecnica psicologica precisa a un atleta che non l\u2019ha confermata resta un\u2019inferenza, per quanto plausibile. Lo stesso vale, a maggior ragione, per qualsiasi informazione sanitaria: alcune voci online hanno accostato ai video di Mart\u00edn ipotesi diagnostiche mai confermate da lui o dal suo team. Non le riprendiamo, perch\u00e9 non sono verificabili e perch\u00e9 una diagnosi non si formula guardando un video.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Vuoi allenare la tua preparazione mentale pre-gara?<\/strong> Con Sport Psychology Center lavori con psicologi dello sport, alleni imagery e attivazione con MAT, il nostro mental trainer basato su AI, e sperimenti scenari di pressione in realt\u00e0 virtuale. Per allenatori e professionisti, i percorsi della SPC Academy \u00abCoach the Mind\u00bb. <strong>Scopri di pi\u00f9 su <a href=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/\">www.sportpsychologycenter.com<\/a><\/strong><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading translation-block\"><strong>Scientific references<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Beckmann, J., Gr\u00f6pel, P., &amp; Ehrlenspiel, F. (2013). Preventing motor skill failure through hemisphere-specific priming: Cases from choking under pressure. <em>Journal of Experimental Psychology: General, 142<\/em>(3), 679\u2013691. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1037\/a0029852\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1037\/a0029852<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cotterill, S. (2010). Pre-performance routines in sport: Current understanding and future directions. <em>International Review of Sport and Exercise Psychology, 3<\/em>(2), 132\u2013153. https:\/\/doi.org\/10.1080\/1750984X.2010.488269<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dekker, S., Lee, N. C., Howard-Jones, P., &amp; Jolles, J. (2012). Neuromyths in education: Prevalence and predictors of misconceptions among teachers. <em>Frontiers in Psychology, 3<\/em>, 429. https:\/\/doi.org\/10.3389\/fpsyg.2012.00429<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gr\u00f6pel, P., &amp; Mesagno, C. (2019). Choking interventions in sports: A systematic review. <em>International Review of Sport and Exercise Psychology, 12<\/em>(1), 176\u2013201. https:\/\/doi.org\/10.1080\/1750984X.2017.1408134<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hobson, N. M., Schroeder, J., Risen, J. L., Xygalatas, D., &amp; Inzlicht, M. (2018). The psychology of rituals: An integrative review and process-based framework. <em>Personality and Social Psychology Review, 22<\/em>(3), 260\u2013284. https:\/\/doi.org\/10.1177\/1088868317734944<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hyatt, K. J. (2007). Brain Gym\u00ae: Building stronger brains or wishful thinking? <em>Remedial and Special Education, 28<\/em>(2), 117\u2013124. https:\/\/doi.org\/10.1177\/07419325070280020201<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mohr, M., Krustrup, P., Nybo, L., Nielsen, J. J., &amp; Bangsbo, J. (2004). Muscle temperature and sprint performance during soccer matches: beneficial effect of re-warm-up at half-time. <em>Scandinavian Journal of Medicine &amp; Science in Sports, 14<\/em>(3), 156\u2013162. https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1600-0838.2004.00349.x<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rupprecht, A. G. O., Tran, U. S., &amp; Gr\u00f6pel, P. (2024). The effectiveness of pre-performance routines in sports: A meta-analysis. <em>International Review of Sport and Exercise Psychology, 17<\/em>(1), 39\u201364 (online 2021). https:\/\/doi.org\/10.1080\/1750984X.2021.1944271<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simonsmeier, B. A., Andronie, M., Buecker, S., &amp; Frank, C. (2021). The effects of imagery interventions in sports: A meta-analysis. <em>International Review of Sport and Exercise Psychology, 14<\/em>(1), 186\u2013207. https:\/\/doi.org\/10.1080\/1750984X.2020.1780627<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spaulding, L. S., Mostert, M. P., &amp; Beam, A. P. (2010). Is Brain Gym\u00ae an effective educational intervention? <em>Exceptionality, 18<\/em>(1), 18\u201330. https:\/\/doi.org\/10.1080\/09362830903462508<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Statements and journalistic sources <\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ESPN Olanda, video su X del 20\/09\/2026, come riportato da FCUpdate: https:\/\/www.fcupdate.nl\/voetbalnieuws\/2026\/09\/wout-weghorst-gaat-viraal-op-sociale-media-dit-is-er-aan-de-hand<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voetbalzone, \u00abWeghorst zorgt voor stortvloed aan reacties van kijkers met bizar rustritueel\u00bb: https:\/\/www.voetbalzone.nl\/nieuws\/kijkers-gaan-volledig-los-op-bizar-rustritueel-van-wout-weghorst\/bltc426f0c9f7ceb14b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Goal.com, \u00abWeghorst prompts a flood of reactions from viewers with bizarre half-time ritual\u00bb: https:\/\/www.goal.com\/en\/news\/weghorst-sparks-a-flood-of-reactions-from-viewers-with-bizarre-half-time-ritual\/bltc426f0c9f7ceb14b<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">VoetbalPrimeur.be, \u00abHoon voor Weghorst na opvallende vingerbewegingen\u00bb: https:\/\/www.voetbalprimeur.be\/nieuws\/2138061\/weghorst-bespot-na-viraal-moment-dit-zat-achter-zijn-bewegingen.html<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MotoGP (Facebook), \u00abMartinator visualising | 2024 #SolidarityGP\u00bb: https:\/\/www.facebook.com\/MotoGP\/videos\/martinator-visualising-2024-solidaritygp\/1072661464603263\/<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">MotoGP.com, scheda pilota Jorge Mart\u00edn (Aprilia): https:\/\/www.motogp.com\/en\/riders\/jorge-martin\/5b9af34e-da94-4ca2-9c4c-6be0fc8b1bbc<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nota: le voci non verificabili circolate online su una presunta condizione di salute di Jorge Mart\u00edn non sono riportate in questo articolo, coerentemente con quanto spiegato nel testo.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due gesti virali diventati oggetto di ironia sono in realt\u00e0 un buon punto di partenza per parlare di due strumenti reali della psicologia dello sport: l\u2019imagery<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-559","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-psicologia-dello-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=559"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":561,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/559\/revisions\/561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}