{"id":543,"date":"2026-09-05T07:58:32","date_gmt":"2026-09-05T07:58:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/?p=543"},"modified":"2026-09-05T07:58:32","modified_gmt":"2026-09-05T07:58:32","slug":"sylla-imagery-mentale-psicologia-sportiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/2026\/09\/05\/sylla-imagery-mentale-psicologia-sportiva\/","title":{"rendered":"\u00abNon siamo perfetti\u00bb: Sylla, la sua psicologa e la scienza dietro l&#8217;imagery mentale"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dopo il periodo di riposo concordato con il ct Julio Velasco al termine della fase preliminare della Volleyball Nations League 2026, Myriam Sylla \u00e8 rientrata in gruppo con la Nazionale in vista della fase finale di Macao e, soprattutto, degli Europei di agosto-settembre \u2014 la competizione che mette in palio il primo pass per le Olimpiadi di Los Angeles 2028. \u00c8 un buon momento per soffermarsi su un aspetto del suo rapporto con la preparazione mentale che raramente trova spazio nella cronaca sportiva ma che, dal punto di vista della psicologia dello sport, merita un approfondimento serio: il lavoro con una psicologa sportiva che, per sua stessa ammissione, l&#8217;ha accompagnata anche nei momenti pi\u00f9 delicati della sua carriera, e la tecnica dell&#8217;imagery \u2014 la visualizzazione mentale \u2014 che quel lavoro plausibilmente comprende.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>Author  <\/strong>Fabio Zarra    <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2348\" height=\"2935\" src=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/sylla-nazionale-volley.jpg\" alt=\"Myriam Sylla, schiacciatrice della Nazionale italiana di pallavolo femminile, esulta durante una partita\" class=\"wp-image-544\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading translation-block\"><strong>01 \u2014 THE FACTS<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un lavoro psicologico dichiarato, non un&#8217;ipotesi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sylla non ha mai fatto mistero del proprio rapporto con il supporto psicologico. In un&#8217;intervista rilasciata a Rivista Undici dopo la vittoria del Mondiale di Bangkok 2025 (Italia-Turchia 3-2 in finale), ha raccontato che la sua psicologa sportiva era presente lungo tutto il torneo: \u00abAnche durante il Mondiale la mia psicologa \u00e8 stata presente, e la devo ringraziare perch\u00e9 \u00e8 stata impeccabile\u00bb. Nella stessa occasione ha definito quel titolo la chiusura di un peso emotivo portato per otto anni \u2014 un riferimento alla finale mondiale del 2018 persa contro la Serbia. In una successiva intervista al podcast The BSMT di Gianluca Gazzoli, ha aggiunto di aver intrapreso, nell&#8217;estate 2025, un percorso specifico con la sua psicologa per lavorare sulla propria capacit\u00e0 di riconoscersi il merito dei risultati raggiunti, invece di rincorrere sempre l&#8217;obiettivo successivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questo contesto di lavoro psicologico dichiarato e continuativo \u2014 ma senza che l&#8217;atleta abbia mai descritto pubblicamente nel dettaglio le tecniche specifiche utilizzate \u2014 che si pu\u00f2 ragionevolmente collocare l&#8217;uso dell&#8217;imagery come possibile componente della sua preparazione pre-partita. Non essendo questa pratica specifica documentata da fonti dirette dell&#8217;atleta, la trattiamo qui come premessa di lavoro per illustrare cosa dice la ricerca scientifica su questa tecnica e su come, plausibilmente, potrebbe inserirsi nel suo percorso di preparazione mentale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>02 \u2014 COS&#8217;\u00c8 DAVVERO L&#8217;IMAGERY, DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>Not simply visualization<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;imagery \u2014 spesso tradotta impropriamente come &#8220;semplice visualizzazione&#8221; \u2014 \u00e8 definita nella letteratura come la creazione o ricreazione di un&#8217;esperienza nella mente a partire da informazioni immagazzinate in memoria, capace di coinvolgere non solo la vista ma anche l&#8217;udito, le sensazioni cinestetiche e persino le emozioni associate al gesto sportivo. Il modello teorico di riferimento resta quello di Paivio (1985), che ha proposto una distinzione fondamentale, ancora oggi alla base di quasi tutta la ricerca successiva: l&#8217;imagery pu\u00f2 svolgere una funzione cognitiva (il ripasso mentale di abilit\u00e0 tecniche o strategie di gioco) oppure una funzione motivazionale (la costruzione di stati emotivi, obiettivi o senso di controllo), e ciascuna di queste due funzioni pu\u00f2 operare a un livello generale o specifico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo schema \u00e8 stato ampliato da Hall, Mack, Paivio e Hausenblas (1998), che hanno sviluppato il Sport Imagery Questionnaire identificando cinque funzioni distinte usate dagli atleti: immagini cognitive specifiche (il ripasso mentale di un gesto tecnico preciso, ad esempio la battuta o l&#8217;attacco), cognitive generali (schemi tattici e strategie), motivazionali specifiche (obiettivi di prestazione, come vincere un punto o una partita), motivazionali generali legate all&#8217;attivazione (la gestione dell&#8217;ansia e dell&#8217;arousal pre-gara), e motivazionali generali legate alla padronanza \u2014 la cosiddetta MG-M, ovvero la capacit\u00e0 di immaginarsi calmi, sicuri di s\u00e9 e in pieno controllo della situazione competitiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>03 \u2014 PERCH\u00c9 &#8220;COME&#8221; SI FA IMAGERY CONTA QUANTO &#8220;SE&#8221; LA SI FA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>Holmes and Collins' PETTLEP model<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte importante della letteratura pi\u00f9 recente si \u00e8 concentrata non tanto sul chiedersi se l&#8217;imagery funzioni, quanto su come renderla davvero efficace. Il contributo pi\u00f9 influente su questo fronte \u00e8 il modello PETTLEP di Holmes e Collins (2001) \u2014 uno degli articoli pi\u00f9 citati nella storia della rivista \u2014 secondo cui l&#8217;immaginazione motoria produce benefici tanto pi\u00f9 concreti quanto pi\u00f9 riesce a replicare fedelmente le condizioni reali della prestazione. L&#8217;acronimo indica sette elementi da curare in un intervento di imagery efficace: aspetto fisico (assumere la stessa postura che si avrebbe in campo, non restare rilassati su una sedia), ambiente (immaginare lo stesso contesto fisico della gara), compito (riprodurre lo stesso gesto specifico), tempistica (in tempo reale, non al rallentatore), apprendimento (aggiornare l&#8217;immagine mentale mano a mano che l&#8217;abilit\u00e0 tecnica evolve), emozione (includere la stessa attivazione emotiva della gara reale, evitando per\u00f2 stati d&#8217;ansia disfunzionali) e prospettiva (immaginarsi dall&#8217;interno del proprio corpo o dall&#8217;esterno, come farebbe una telecamera).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>In simple terms.<\/strong><br><em>\u00c8 la differenza tra immaginare in astratto &#8220;un buon attacco&#8221; e rivivere mentalmente, in piedi, con gli stessi rumori del palazzetto e la stessa tensione muscolare che si avrebbe davvero, la rincorsa, il salto e il gesto della schiacciata, in tempo reale. Pi\u00f9 l&#8217;immagine mentale assomiglia all&#8217;esperienza fisica, pi\u00f9 il cervello la tratta come un allenamento vero e proprio.<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Applicata a una schiacciatrice come Sylla, questa cornice teorica suggerisce che un&#8217;imagery efficace prima di una partita internazionale non consista semplicemente nel &#8220;pensare positivo&#8221;, ma nel ricostruire mentalmente, con la massima fedelt\u00e0 sensoriale possibile, la sequenza specifica del proprio gesto d&#8217;attacco, nello stesso contesto ambientale e con lo stesso livello di attivazione fisiologica che si sperimenter\u00e0 davvero in campo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading translation-block\"><strong>04 \u2014 THE MOST DELICATE CONNECTION: IMAGERY, CONFIDENCE AND OLD WOUNDS<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>What research says about the MG-M function<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pi\u00f9 interessante, per il caso specifico di Sylla, riguarda proprio la funzione motivazionale generale-padronanza (MG-M) descritta sopra. Uno studio sperimentale di Callow, Hardy e Hall (2001), condotto su quattro giovani giocatrici di badminton di alto livello attraverso un disegno a baseline multipla, ha testato un intervento di imagery MG-M mirato ad aumentare la fiducia sportiva delle atlete prima delle competizioni internazionali e nazionali. I risultati, va detto con onest\u00e0, non sono stati uniformemente positivi: due atlete su quattro hanno mostrato un aumento significativo della fiducia sportiva attribuibile all&#8217;intervento, una ha mostrato addirittura una diminuzione, e la quarta un effetto ritardato e meno netto. Lo studio, pur restando un riferimento fondamentale per la funzione MG-M dell&#8217;imagery, ricorda che l&#8217;efficacia di questa tecnica non \u00e8 automatica n\u00e9 uguale per tutti gli atleti: dipende dalla qualit\u00e0 dell&#8217;implementazione, dalla vividezza dell&#8217;immagine mentale costruita e, probabilmente, da caratteristiche individuali che la ricerca non ha ancora isolato del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un&#8217;atleta che, per sua stessa ammissione, ha portato con s\u00e9 per otto anni il peso psicologico di una sconfitta non del tutto elaborata, un lavoro di imagery orientato alla padronanza \u2014 immaginarsi calma, efficace, in controllo nei momenti di pressione \u2014 rappresenta uno strumento coerente con l&#8217;obiettivo dichiarato di costruire una maggiore stabilit\u00e0 di fiducia in s\u00e9: non tanto cancellare il ricordo di un episodio doloroso, quanto costruire, ripetutamente e in modo vivido, un&#8217;alternativa mentale in cui quello stesso tipo di momento viene gestito con sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>05 \u2014 COSA PU\u00d2 PORTARE IN PALESTRA CHI LAVORA CON ATLETI D&#8217;\u00c9LITE<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>Four concrete directions for practice<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\">For sport psychologists and mental coaches working with athletes recovering from a heavy defeat or grappling with long-term goals, this literature suggests some concrete directions:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Costruire l&#8217;immagine con la stessa fedelt\u00e0 sensoriale della gara reale: postura, ambiente sonoro, attivazione fisiologica \u2014 non una visualizzazione rilassata da poltrona.<\/li>\n\n\n\n<li>Aggiornare regolarmente lo script di imagery man mano che la tecnica dell&#8217;atleta evolve, invece di ripetere sempre la stessa immagine mentale.<\/li>\n\n\n\n<li>Monitorare l&#8217;effetto individuale dell&#8217;intervento MG-M invece di darlo per scontato: come mostra lo studio di Callow e colleghi, la stessa tecnica pu\u00f2 funzionare in modo molto diverso da atleta ad atleta.<\/li>\n\n\n\n<li>Usare l&#8217;imagery di padronanza come costruzione di un&#8217;alternativa mentale a un episodio doloroso, non come cancellazione del ricordo: l&#8217;obiettivo \u00e8 la gestione futura del momento critico, non la rimozione del passato.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading translation-block\"><strong>06 \u2014 THE BOTTOM LINE<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>A reading, not a clinical protocol<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Va ribadito un limite metodologico importante di questo articolo: non abbiamo una fonte diretta e pubblica in cui Sylla descriva nel dettaglio la propria pratica di imagery, il tipo di funzione (cognitiva o motivazionale) che privilegia, n\u00e9 la struttura della sua routine pre-partita. Quello che abbiamo \u2014 il suo lavoro dichiarato con una psicologa sportiva, il racconto esplicito di un peso psicologico elaborato nel tempo, la scelta di parlarne pubblicamente con naturalezza \u2014 \u00e8 coerente con l&#8217;ipotesi che tecniche di imagery, in una qualche forma, facciano parte del suo bagaglio di preparazione mentale, come accade ormai per la maggior parte degli atleti di livello internazionale seguiti da uno staff psicologico strutturato. Ma la corrispondenza esatta tra la sua pratica specifica e i modelli teorici qui presentati resta, a beneficio del lettore pi\u00f9 attento, un&#8217;inferenza plausibile e non un dato verificato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che la psicologia dello sport pu\u00f2 offrire con certezza, invece, \u00e8 la cornice scientifica per capire perch\u00e9 &#8220;vedere&#8221; mentalmente un buon attacco, prima ancora di eseguirlo fisicamente, non sia una superstizione da spogliatoio ma una tecnica con quarant&#8217;anni di ricerca alle spalle \u2014 utile, se ben costruita, esattamente nei momenti in cui la posta in gioco, come agli imminenti Europei, si fa pi\u00f9 alta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Do you work with athletes who need to handle the pressure of a long-term goal or process a past episode?<\/strong> A Sport Psychology Center lavoriamo con gli atleti su imagery, fiducia sportiva e regolazione dell&#8217;arousal in preparazione alle competizioni. Il nostro MAT (Mental Athletic Trainer) supporta questo percorso tra una sessione e l&#8217;altra con esercizi mirati e monitoraggio dell&#8217;umore. <strong>\u2192 PRENOTA UNA PRIMA CONSULENZA<\/strong> Sport Psychology Center \u00b7 Professional consultancy, VR training and mental training<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph translation-block\"><strong>SCIENTIFIC REFERENCES<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"translation-block\">Paivio, A. (1985). Cognitive and motivational functions of imagery in human performance. Canadian Journal of Applied Sport Sciences, 10(4), 22S\u201328S.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"translation-block\">Hall, C. R., Mack, D. E., Paivio, A., &amp; Hausenblas, H. A. (1998). Imagery use by athletes: Development of the Sport Imagery Questionnaire. International Journal of Sport Psychology, 29, 73\u201389.<\/li>\n\n\n\n<li class=\"translation-block\">Holmes, P. S., &amp; Collins, D. J. (2001). The PETTLEP approach to motor imagery: A functional equivalence model for sport psychologists. Journal of Applied Sport Psychology, 13(1), 60\u201383. DOI: <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1080\/10413200109339004\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">10.1080\/10413200109339004<\/a><\/li>\n\n\n\n<li class=\"translation-block\">Callow, N., Hardy, L., &amp; Hall, C. (2001). The effect of a motivational general-mastery imagery intervention on the sport confidence of four high-level junior badminton players. Research Quarterly for Exercise and Sport, 72(4), 389\u2013400. DOI: <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1080\/02701367.2001.10608975\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">10.1080\/02701367.2001.10608975<\/a><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonti giornalistiche: Rivista Undici (16 ottobre 2025), &#8220;Il Mondiale era un conto in sospeso e l&#8217;ho vinto con la squadra pi\u00f9 forte di sempre&#8221;, intervista a Myriam Sylla; LeccoToday (21 ottobre 2025), &#8220;Myriam Sylla si racconta: il Mondiale, la vittoria pi\u00f9 bella, chiuso un cerchio&#8221;; PalermoToday (21 ottobre 2025), intervista al podcast The BSMT di Gianluca Gazzoli; OA Sport (25 giugno 2026), &#8220;Egonu, Orro e Sylla tornano dalle vacanze: rientro in gruppo con l&#8217;Italia&#8221;.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il periodo di riposo concordato con il ct Julio Velasco al termine della fase preliminare della Volleyball Nations League 2026, Myriam Sylla \u00e8 rientrata in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-543","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-psicologia-dello-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/543","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=543"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/543\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=543"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=543"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=543"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}