{"id":373,"date":"2026-06-10T12:15:52","date_gmt":"2026-06-10T10:15:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/?p=373"},"modified":"2026-06-11T10:58:04","modified_gmt":"2026-06-11T08:58:04","slug":"notte-prima-del-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/2026\/06\/10\/notte-prima-del-mondiale\/","title":{"rendered":"The night before the World Championships: what goes on in an athlete's mind?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Domani, 11 giugno 2026, si apre il Mondiale pi\u00f9 grande della storia del calcio. Quarantotto nazionali, tre paesi ospitanti, miliardi di persone davanti a uno schermo. E centinaia di atleti che stanotte non dormono. Cosa succede nella mente di un giocatore la notte prima della partita pi\u00f9 importante della sua carriera? La scienza risponde.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Autore&nbsp; <\/strong>Fabio Zarra&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Data&nbsp; <\/strong>10 giugno 2026 \u2014 vigilia dei Mondiali&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Categoria&nbsp; <\/strong>Psicologia della performance<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-1200x900.png\" alt=\"Notte prima del Mondiale: cosa succede nella mente di un atleta?\" class=\"wp-image-374\" srcset=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-1200x900.png 1200w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-500x375.png 500w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-300x225.png 300w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-768x576.png 768w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-16x12.png 16w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-100x75.png 100w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-960x720.png 960w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6-480x360.png 480w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/file_00000000c01071f7be7a647fec401dd6.png 1448w\" sizes=\"auto, (max-width:767px) 480px, (max-width:1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Coppa del Mondo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 un momento nello sport che non appare nelle statistiche, non finisce nelle highlights, non viene mai intervistato. \u00c8 la notte prima. La notte in cui un giocatore \u00e8 solo con se stesso e con quello che sta per affrontare. \u00c8 la notte in cui le farfalle nello stomaco volano in tutte le direzioni, in cui la mente tende a saltare avanti \u2014 alla partita, agli avversari, agli errori che non si vogliono fare, ai traguardi che si vogliono raggiungere \u2014 prima ancora che l&#8217;arbitro abbia fischiato il via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domani, 11 giugno 2026, alle ore 21 italiane, il Messico scende in campo contro il Sudafrica all&#8217;Estadio Azteca di Citt\u00e0 del Messico e apre il Mondiale pi\u00f9 grande della storia del calcio: quarantotto nazionali, sedici citt\u00e0 ospitanti, tre paesi co-organizzatori. Per molti degli atleti in campo \u00e8 la prima volta su quel palco. Per alcuni \u00e8 l&#8217;ultima. Per altri \u2014 come Lionel Messi, 38 anni, con diciassette campioni del mondo del 2022 vicino a lui \u2014 \u00e8 la sfida impossibile di difendere ci\u00f2 che si \u00e8 gi\u00e0 vinto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo articolo non parla di tattiche n\u00e9 di pronostici. Parla di quello che succede nella testa di quegli atleti stanotte. E di cosa la psicologia dello sport ha imparato, in decenni di ricerca, sulla notte pi\u00f9 difficile \u2014 e pi\u00f9 preziosa \u2014 della carriera sportiva.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>01 \u2014 IL CONTESTO<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Mondiale pi\u00f9 grande di sempre<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Mondiale 2026 \u00e8 un oggetto inedito nella storia del calcio. Per la prima volta 48 nazionali si sfidano invece delle consuete 32, con una fase a gironi che si allarga fino a includere le migliori otto terze classificate. Le partite sono distribuite tra Messico, Canada e Stati Uniti, in sedici impianti diversi. \u00c8 la prima edizione in cui la FIFA ha introdotto una nuova cerimonia pre-partita: i giocatori delle due squadre si trovano faccia a faccia al centro del campo durante gli inni nazionali, in quello che il presidente FIFA Gianni Infantino ha definito \u00abun momento di unit\u00e0, orgoglio ed emozione che appartiene a tutti i componenti delle squadre e a tutte le persone presenti nello stadio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul piano umano, la grandezza del torneo si misura nelle storie che ci entrano. Yuto Nagatomo, difensore giapponese di 39 anni, ha pianto quando ha sentito il proprio nome pronunciato nelle convocazioni: \u00e8 il suo quinto Mondiale. Santiago Gimenez, attaccante del Milan, descrive il torneo come \u00abun sogno incredibile\u00bb e dice di non vedere l&#8217;ora che cominci. Dall&#8217;altra parte, Carlo Ancelotti \u2014 il primo commissario tecnico straniero nella storia del Brasile \u2014 porta sulle spalle il peso di un paese che non vince il Mondiale dal 2002 e che ha riposto in lui un&#8217;aspettativa enorme. La sua risposta alla vigilia \u00e8 lapidaria quanto rivelatrice: \u00abLa squadra che sapr\u00e0 nascondere le proprie debolezze vincer\u00e0 il Mondiale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>\u00abLa squadra che sapr\u00e0 nascondere le proprie debolezze vincer\u00e0 il Mondiale.\u00bb<\/em> CARLO ANCELOTTI \u00b7 CONFERENZA STAMPA PRE-MONDIALE, GIUGNO 2026<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>02 \u2014 LA SCIENZA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa succede nella mente la notte prima<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiamatele come volete: ansia pre-competitiva, attivazione, agitazione. La sensazione \u00e8 universale: accelerazione del battito cardiaco, tensione muscolare, pensieri che si affollano, difficolt\u00e0 ad addormentarsi. Per decenni, la psicologia dello sport ha trattato questi sintomi come qualcosa da eliminare \u2014 o quanto meno da ridurre. La ricerca pi\u00f9 recente racconta una storia pi\u00f9 complessa e, in un certo senso, pi\u00f9 rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello della <em>Individual Zone of Optimal Functioning<\/em> (IZOF), elaborato da Yuri Hanin, ha mostrato che l&#8217;attivazione emotiva ottimale \u00e8 diversa per ogni atleta: non esiste un livello \u00abgiusto\u00bb di agitazione che funziona per tutti. Per alcuni, un&#8217;attivazione molto alta \u00e8 funzionale; per altri, uno stato di calma quasi distaccata produce le migliori performance. Quello che conta non \u00e8 la quantit\u00e0 dell&#8217;emozione, ma la sua relazione con la zona ottimale di quel singolo atleta in quel momento. Un giocatore che impara a conoscere la propria zona \u2014 e a riconoscere quando ci si trova dentro o fuori \u2014 ha un vantaggio competitivo reale rispetto a chi non l&#8217;ha mai esplorata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il contributo pi\u00f9 rivoluzionario alla comprensione della notte prima viene da una ricerca su nuotatori olimpici britannici. Hanton e Jones, in uno studio che \u00e8 diventato un classico della letteratura sulla psicologia dello sport, hanno mostrato che gli atleti d&#8217;\u00e9lite non cercano di <em>eliminare<\/em> l&#8217;ansia pre-competitiva: la <em>reinterpretano<\/em>. Di fronte agli stessi sintomi fisici \u2014 battito accelerato, farfalle allo stomaco, mani sudate \u2014 gli atleti non \u00e9lite li leggono come segnali di pericolo (\u00absono troppo agitato, non riuscir\u00f2\u00bb), mentre gli atleti d&#8217;\u00e9lite li leggono come segnali di prontezza (\u00abil mio corpo si sta preparando, sono pronto\u00bb). Lo stesso stato fisiologico, due narrazioni radicalmente diverse, due esiti di performance radicalmente diversi. Il titolo dello studio \u00e8 diventato una frase celebre nella psicologia applicata: <em>Making the butterflies fly in formation<\/em> \u2014 \u00abfar volare le farfalle in formazione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Non si tratta di eliminare le farfalle allo stomaco. Si tratta di imparare a farle volare in formazione.<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terzo meccanismo rilevante \u00e8 quello della <em>risposta di challenge vs. threat<\/em>, descritto da Blascovich e Tomaka. Di fronte a una situazione ad alta posta emotiva \u2014 come una partita mondiale \u2014 l&#8217;organismo pu\u00f2 attivare due risposte distinte. La risposta di <em>challenge<\/em> \u2014 sfida \u2014 si attiva quando le risorse percepite sono adeguate alla domanda: il cuore accelera, la vasodilatazione aumenta l&#8217;apporto di sangue ai muscoli, la mente si focalizza. La risposta di <em>threat<\/em> \u2014 minaccia \u2014 si attiva quando la domanda percepita supera le risorse: vasocostrizione, attenzione dispersa, tendenza all&#8217;evitamento. La differenza non sta nel livello oggettivo di difficolt\u00e0 della situazione, ma nella valutazione cognitiva che l&#8217;atleta ne fa. Ed \u00e8 su questa valutazione che si lavora.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>03 \u2014 I PROTAGONISTI<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Tre storie, tre vigilie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vigilia del Mondiale 2026 offre tre ritratti psicologici molto diversi \u2014 tre modi di affrontare la notte prima che raccontano, ciascuno a suo modo, qualcosa di preciso sulla psicologia della performance ad alto livello.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Lionel Messi<\/strong> LA PRESSIONE DEL CAMPIONE <em>38 anni, 17 campioni del 2022 con lui, l&#8217;obiettivo impossibile di fare la storia vincendo due Mondiali consecutivi. \u00abPoter difendere il titolo in campo \u00e8 qualcosa di spettacolare.\u00bb Il peso del confronto con se stesso.<\/em><\/td><td><strong>Yuto Nagatomo<\/strong> LA GRATITUDINE DEL VETERANO <em>39 anni, quinto Mondiale, ha pianto alle convocazioni. Per lui la notte prima non \u00e8 ansia: \u00e8 privilegio. Vent&#8217;anni di carriera distillati in un momento di pura emozione.<\/em><\/td><td><strong>Carlo Ancelotti<\/strong> LA LUCIDIT\u00c0 DEL LEADER <em>Il CT del Brasile non parla di sogni n\u00e9 di paura. \u00abLa squadra che sapr\u00e0 nascondere le proprie debolezze vincer\u00e0.\u00bb \u00c8 la vigilia del pragmatico: pensiero al compito, non all&#8217;emozione.<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre storie che illustrano altrettanti profili psicologici davanti alla notte prima. Messi porta il peso identitario pi\u00f9 alto: \u00e8 lui il simbolo, \u00e8 lui l&#8217;obiettivo di ogni avversario, \u00e8 lui a cui si chiede l&#8217;impossibile. La ricerca sulla mental toughness \u2014 condotta da Jones, Hanton e Connaughton attraverso interviste con atleti olimpici e allenatori di vertice \u2014 descrive questa capacit\u00e0 come la determinazione di non farsi schiacciare da ci\u00f2 che ci si aspetta da te, mantenendo concentrazione e fiducia anche quando la pressione esterna \u00e8 al massimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nagatomo rappresenta il caso opposto: un atleta che ha trasformato decenni di carriera in una risorsa emotiva positiva. Per lui, la vigilia non \u00e8 minaccia \u2014 \u00e8 memoria. Ogni partita di questo Mondiale sar\u00e0 letta attraverso il filtro di tutte le partite precedenti, e questo filtro abbassa la percezione del rischio e aumenta la sensazione di padronanza. L&#8217;esperienza, in psicologia dello sport, non \u00e8 solo tecnica: \u00e8 un archivio di episodi che il cervello usa per valutare quanto \u00e8 pronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancelotti, infine, offre il ritratto del leader che ha imparato a gestire la propria vigilia attraverso decenni di pressione massima. La sua frase \u2014 \u00abnascondere le proprie debolezze\u00bb \u2014 non \u00e8 cinismo: \u00e8 una definizione operativa di ci\u00f2 che la psicologia dello sport chiama orientamento al compito sotto stress. Non pensare a quanto si pu\u00f2 perdere, ma a cosa si pu\u00f2 fare concretamente per vincere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>04 \u2014 LA RICERCA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa distingue chi regge la notte prima<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda pi\u00f9 importante della psicologia pre-competitiva non \u00e8 \u00abcome si elimina l&#8217;ansia\u00bb, ma \u00abcosa distingue gli atleti che la gestiscono bene da quelli che non ci riescono\u00bb. La ricerca ha identificato risposte abbastanza precise.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il lavoro di Orlick e Partington su 235 atleti olimpici canadesi \u2014 partecipanti ai Giochi di Sarajevo e Los Angeles del 1984 \u2014 ha prodotto uno dei set di dati pi\u00f9 completi sulla preparazione mentale pre-gara nella storia della psicologia dello sport. Il risultato principale: gli atleti che performano al loro livello ottimale in condizioni di massima pressione condividono elementi ricorrenti nella gestione della vigilia. Non \u00e8 il talento a fare la differenza nei grandi eventi, ma la qualit\u00e0 della preparazione mentale che precede la gara. Tra i fattori identificati come critici: l&#8217;impiego di routine pre-gara consolidate, la capacit\u00e0 di orientare l&#8217;attenzione al compito tecnico invece che alle conseguenze dell&#8217;esito, e la presenza di un sistema di supporto \u2014 allenatore, staff, compagni \u2014 percepito come solido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo dato ha una traduzione pratica immediata: la notte prima non si costruisce la notte prima. Si costruisce nei mesi precedenti, attraverso la ripetizione di routine che diventano automatiche, attraverso la simulazione mentale di scenari avversi, attraverso il lavoro sulla narrazione che l&#8217;atleta fa di se stesso e della situazione che sta per affrontare. Chi arriva al Mondiale con un sistema mentale gi\u00e0 rodato dorme meglio, non perch\u00e9 non senta la pressione, ma perch\u00e9 ha gi\u00e0 allenato come risponderle.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>QUATTRO ABITUDINI DEGLI ATLETI CHE REGGONO LA NOTTE PRIMA<\/strong> <strong>Routine pre-gara consolidata. <\/strong>Sequenza fissa di azioni \u2014 musica, visualizzazione, riscaldamento, alimentazione \u2014 che porta il corpo e la mente a uno stato di attivazione riconoscibile e funzionale. La routine riduce l&#8217;incertezza cognitiva e abbassa la risposta di threat.<strong>Attenzione al processo, non all&#8217;esito. <\/strong>Spostare il focus da \u00abdevo vincere\u00bb a \u00abcosa devo fare\u00bb riduce il carico emotivo e mantiene l&#8217;attenzione sul compito tecnico. Non si vince un Mondiale pensando alla Coppa \u2014 si vince pensando al primo contrasto, al primo passaggio.<strong>Reinterpretazione dell&#8217;attivazione. <\/strong>\u00abSono pronto\u00bb invece di \u00absono agitato\u00bb. Il battito accelerato e le farfalle non sono sintomi di un problema: sono la fisiologia di un organismo che si prepara a dare il massimo. La reinterpretazione \u00e8 una competenza che si allena.<strong>Sistema di supporto percepito come solido. <\/strong>Sentire lo staff, i compagni e il proprio allenatore come risorse concrete riduce il senso di solitudine davanti alla pressione. Ancelotti lo sa: \u00ab\u00c8 facile lavorare con questa squadra. Amano tutti la Sele\u00e7\u00e3o.\u00bb<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>05 \u2014 LA DIMENSIONE COLLETTIVA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La notte di un intero paese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vigilia del Mondiale non \u00e8 solo psicologia individuale. \u00c8 psicologia collettiva. Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo \u2014 tifosi, famiglie, interi paesi \u2014 condividono la stessa tensione, la stessa attesa, lo stesso sapore di qualcosa che sta per accadere e che cambier\u00e0 per un mese l&#8217;umore collettivo. In Italia, questa dimensione \u00e8 amplificata dall&#8217;assenza: per la terza edizione consecutiva, gli Azzurri non sono in campo, e il Mondiale sar\u00e0 vissuto da fuori \u2014 con quell&#8217;amaro particolare di chi guarda una festa a cui non \u00e8 stato invitato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure c&#8217;\u00e8 qualcosa di universale nella vigilia che travalica le bandiere e le maglie. La notte prima del grande evento \u00e8 uno degli stati emotivi pi\u00f9 condivisi nell&#8217;esperienza sportiva: l&#8217;attesa, l&#8217;eccitazione, il non riuscire ad addormentarsi, l&#8217;immaginare come andr\u00e0. \u00c8 il momento in cui lo sport \u2014 nel suo senso pi\u00f9 profondo \u2014 smette di essere un gioco e diventa qualcosa di pi\u00f9 grande. Qualcosa che tocca l&#8217;identit\u00e0, la storia personale, il senso di appartenenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per gli atleti in campo domani, questa dimensione \u00e8 vissuta con un&#8217;intensit\u00e0 moltiplicata. Non stanno solo giocando una partita: stanno rappresentando il loro paese, la loro storia, le aspettative di milioni di persone. Questa \u00e8 la pressione pi\u00f9 difficile da gestire \u2014 non quella che viene dall&#8217;avversario, ma quella che viene da dentro, dal peso di tutto quello che si porta addosso quando si indossa una maglia mondiale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>06 \u2014 IN CHIUSURA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La notte come parte del gioco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una frase del repertorio della psicologia dello sport che vale la pena tenere a mente stanotte, per chiunque la legga \u2014 atleta, allenatore, genitore o appassionato. Le farfalle nello stomaco non sono il problema. Sono il segnale che ci tieni. Sono la prova che quello che stai per fare ha importanza. Il lavoro non \u00e8 eliminarle: \u00e8 imparare a farle volare insieme, nella stessa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Domani mattina, in alberghi distribuiti tra Messico, Canada e Stati Uniti, centinaia di atleti si sveglieranno \u2014 chi bene, chi male \u2014 con quella sensazione nel petto. I pi\u00f9 preparati non proveranno a farla sparire. La riconosceranno come parte del gioco, la inquadreranno nella loro routine, la indirizzeranno verso il compito. E poi scenderanno in campo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la psicologia della vigilia. Non la certezza di vincere, non l&#8217;assenza di paura: la capacit\u00e0 di usare quello che si sente per fare ci\u00f2 che si deve fare. Buona fortuna a tutti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><strong>Hai una gara importante in arrivo?<\/strong> La gestione della vigilia e dell&#8217;ansia pre-competitiva \u00e8 una delle aree centrali del lavoro con lo psicologo dello sport. Non si improvvisa la notte prima: si costruisce per tempo. Parliamone. <strong>\u2192 PRENOTA UN PRIMO COLLOQUIO<\/strong> Sport Psychology Center \u00b7 Consulenza professionale, VR training e mental training <a href=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\" data-type=\"link\" data-id=\"www.sportpsychologycenter.com\">www.sportpsychologycenter.com<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RIFERIMENTI SCIENTIFICI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>Hanin, Y. L. (2000). Emotions in sport. Champaign, IL: Human Kinetics. [Modello IZOF \u2014 Individual Zones of Optimal Functioning]<\/li>\n\n\n\n<li>Hanton, S., &amp; Jones, G. (1999). The acquisition and development of cognitive skills and strategies: I. Making the butterflies fly in formation. The Sport Psychologist, 13, 1\u201321. DOI: 10.1123\/tsp.13.1.1<\/li>\n\n\n\n<li>Blascovich, J., &amp; Tomaka, J. (1996). The biopsychosocial model of arousal regulation. In M. P. Zanna (Ed.), Advances in Experimental Social Psychology (Vol. 28, pp. 1\u201351). San Diego, CA: Academic Press. DOI: 10.1016\/S0065-2601(08)60235-X <a href=\"https:\/\/www.scirp.org\/reference\/referencespapers?referenceid=633678\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.scirp.org\/reference\/referencespapers?referenceid=633678\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.scirp.org\/reference\/referencespapers?referenceid=633678<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>Jones, G., Hanton, S., &amp; Connaughton, D. (2002). What is this thing called mental toughness? An investigation of elite sport performers. Journal of Applied Sport Psychology, 14(3), 205\u2013218. DOI: 10.1080\/10413200290103509<\/li>\n\n\n\n<li>Orlick, T., &amp; Partington, J. (1988). Mental links to excellence. The Sport Psychologist, 2(2), 105\u2013130. DOI: 10.1123\/tsp.2.2.105<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fonti dei fatti riportati: FIFA.com, Sky Sport, Adnkronos, Fanpage.it, Tuttocampo.it, Sportmediaset, Rivista Undici, RDS, Calciomagazine (giugno 2026). Dichiarazione Ancelotti \u00abnascondere le proprie debolezze\u00bb: conferenza stampa pre-amichevole Brasile-Egitto, 5-7 giugno 2026 (fonti: Elbotola.com, Vietnam.vn, Sky Sport). Dichiarazione Infantino sulla cerimonia degli inni: comunicato ufficiale FIFA (Fanpage.it, giugno 2026). Dichiarazioni Gimenez vigilia Mondiale: intervista a Billboard Italia (Notiziemilan.it, 10 giugno 2026). Nagatomo quinto Mondiale e reazione alle convocazioni: Passionedelcalcio.it. Il Mondiale 2026 si apre l&#8217;11 giugno 2026 con Messico-Sudafrica, Estadio Azteca, ore 21:00 italiane.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domani, 11 giugno 2026, si apre il Mondiale pi\u00f9 grande della storia del calcio. Quarantotto nazionali, tre paesi ospitanti, miliardi di persone davanti a uno schermo.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-373","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-psicologia-dello-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=373"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/373\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":376,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/373\/revisions\/376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}