{"id":236,"date":"2026-05-17T20:53:10","date_gmt":"2026-05-17T18:53:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/?p=236"},"modified":"2026-05-21T17:36:17","modified_gmt":"2026-05-21T15:36:17","slug":"sinner-roma-2026-psicologia-teoria-polivagale-career-golden-masters","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/2026\/05\/17\/sinner-roma-2026-psicologia-teoria-polivagale-career-golden-masters\/","title":{"rendered":"Sinner Roma 2026: When the body screams and the mind commands"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Teoria polivagale, pressione domestica e gestione dell&#8217;incertezza nel trionfo che ha riscritto la storia del tennis italiano<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-1200x800.png\" alt=\"sinner a roma \" class=\"wp-image-237\" srcset=\"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-1200x800.png 1200w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-500x333.png 500w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-300x200.png 300w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-768x512.png 768w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-18x12.png 18w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-113x75.png 113w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22-480x320.png 480w, https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/ChatGPT-Image-17-mag-2026-20_17_22.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width:767px) 480px, (max-width:1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi 17 maggio 2026, sul Campo Centrale del Foro Italico, Jannik Sinner ha battuto Casper Ruud 6-4, 6-4 e ha scritto il proprio nome nell&#8217;albo d&#8217;oro degli Internazionali BNL d&#8217;Italia per la prima volta, cinquant&#8217;anni dopo Adriano Panatta. Non \u00e8 per\u00f2 solo una vittoria tennistica: \u00e8 un caso studio di psicologia dello sport ad alta definizione, trasmesso in diretta mondiale.<br>Nei giorni precedenti la finale, tre episodi hanno catalizzato l&#8217;attenzione di tifosi, tecnici e ricercatori: il malore accusato da Sinner durante la semifinale contro Medvedev (con tremori, nausea e affanno improvviso), la notte di interruzione forzata per pioggia a partita quasi vinta, e la gestione della pressione enorme legata al completamento del Career Golden Masters in casa propria. Questo articolo analizza ciascun episodio con il supporto della letteratura scientifica, offrendo ai lettori \u2014 atleti, allenatori, psicologi dello sport \u2014 strumenti concreti e immediatamente applicabili.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il malore contro Medvedev: teoria polivagale in azione<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa \u00e8 successo sul campo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il secondo set della semifinale contro Daniil Medvedev, Sinner ha mostrato sintomi improvvisi e visibili: difficolt\u00e0 respiratorie, conati di vomito, rigidit\u00e0 muscolare agli arti inferiori, gambe che cedevano.<br>Dopo un primo set dominato 6-2, il campione sembrava sul punto di collassare. Eppure ha vinto il terzo set 6-4, conquistando la finale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un&#8217;interpretazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando le immagini di quei minuti, un&#8217;analisi psicologica e neuroscientifica del comportamento di Sinner suggerisce un&#8217;interpretazione diversa dalla semplice crisi fisica o dall&#8217;attacco di panico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 probabile che quello a cui abbiamo assistito fosse una forma di autoregolazione del sistema nervoso autonomo. Quando il dolore muscolare acuto colpisce durante un&#8217;attivit\u00e0 ad alta intensit\u00e0, l&#8217;amigdala \u2014 la struttura subcorticale deputata alla rilevazione delle minacce \u2014 riceve un segnale di allarme che pu\u00f2 innescare una risposta simpatica massiva: cortisolo, adrenalina, vasocostrizione periferica. Il risultato, in un atleta gi\u00e0 al limite, pu\u00f2 essere esattamente quello che abbiamo visto: nausea, affanno, rigidit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che \u00e8 significativo, per\u00f2, \u00e8 la risposta di Sinner a quel momento. Piegarsi in avanti, appoggiarsi alla racchetta, iniziare una respirazione visibilmente profonda e forzata dal diaframma: questi non sembrano i movimenti di chi sta crollando, ma di chi sta applicando un protocollo. \u00c8 molto probabile che stesse stimolando il nervo vago attraverso la pressione addominale e la respirazione lenta \u2014 un meccanismo ben documentato per attivare il freno parasimpatico del sistema nervoso e interrompere la cascata dello stress (Zaccaro et al., 2018; Porges, 2011).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel terzo set, Sinner \u00e8 tornato a dominare. Quell&#8217;affanno non era il segno di un cedimento: era il processo attraverso cui ha impedito il cedimento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il fondamento scientifico: teoria polivagale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La teoria polivagale, sviluppata dallo psichiatra e neuroscienziato Stephen Porges (1994, 2011), descrive come il sistema nervoso autonomo \u2014 e in particolare il nervo vago \u2014 regoli le risposte fisiologiche allo stress. Il nervo vago (X nervo cranico) \u00e8 il principale mediatore del sistema nervoso parasimpatico: la sua attivazione frena la risposta adrenergica, riduce la frequenza cardiaca e abbassa i livelli di cortisolo.<br>La respirazione diaframmatica profonda e lenta \u00e8 uno dei meccanismi pi\u00f9 efficaci e rapidi per stimolare il tono vagale. Ricerche recenti (Zaccaro et al., 2018, pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience) dimostrano che la respirazione lenta (4-6 atti\/min) aumenta la variabilit\u00e0 della frequenza cardiaca (HRV) e riduce l&#8217;attivazione dell&#8217;asse ipotalamo-ipofisi-surrene, abbassando il cortisolo sierico in tempi compresi tra 60 e 180 secondi. Esattamente quello che ha fatto Sinner tra un punto e l&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti scientifici <br><em>Porges, S.W. (1994). The polyvagal theory: Phylogenetic substrates of a social nervous system. International Journal of , 42(2), 123-146.<br>Porges, S.W. (2011). The Polyvagal Theory: Neurophysiological Foundations of Emotions, Attachment, Communication, and Self-regulation. W.W. Norton &amp; Company.<br>Zaccaro, A. et al. (2018). How Breath-Control Can Change Your Life: A Systematic Review on Psycho-Physiological Correlates of Slow Breathing. Frontiers in Human Neuroscience, 12, 353.<br>Thayer, J.F. &amp; Lane, R.D. (2009). Claude Bernard and the heart\u2013brain connection: Further elaboration of a model of neurovisceral integration. Neuroscience &amp; Biobehavioral Reviews, 33(2), 81-88.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Applicazione pratica per atleti e allenatori<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Problema<\/td><td>Segnali di sovraccarico del SNA durante la performance (nausea, affanno, crampi improvvisi)<\/td><\/tr><tr><td>Risposta istintiva sbagliata<\/td><td>Irrigidirsi, accelerare il gioco per &#8220;uscire&#8221; dalla situazione, reprimere la respirazione<\/td><\/tr><tr><td>Protocollo di Sinner<\/td><td>Flessione in avanti, respirazione diaframmatica forzata 4-6 atti\/min, stimolazione vagale meccanica<\/td><\/tr><tr><td>Tempo di recupero<\/td><td>60-180 secondi per riduzione misurabile del cortisolo (Zaccaro et al., 2018)<\/td><\/tr><tr><td>Allenabilit\u00e0<\/td><td>Il tono vagale si allena con pratica regolare: HRV biofeedback, mindfulness, yoga del respiro<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Giocare in casa: il paradosso della pressione domestica<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sinner non aveva mai vinto gli Internazionali d&#8217;Italia. Nel 2023 era uscito al terzo turno, nel 2024 aveva saltato il torneo per infortunio, nel 2025 aveva perso la finale contro Alcaraz. Quest&#8217;anno arrivava con cinque Masters 1000 consecutivi, una striscia di 30 vittorie di fila e la pressione del completamento del Career Golden Masters proprio a Roma, davanti al suo pubblico. Esattamente il cocktail che la ricerca scientifica identifica come choking trigger.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il fenomeno del &#8216;choking under pressure&#8217;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il termine &#8216;choking&#8217; descrive il deterioramento acuto della performance in condizioni di alta pressione. Beilock &amp; Carr (2001, Journal of Experimental Psychology: General) hanno dimostrato che la pressione sociale elevata interferisce con la memoria procedurale degli automatismi motori, redirigendo le risorse cognitive verso un monitoraggio esplicito di movimenti che normalmente vengono eseguiti in modo automatico. Nel tennis d&#8217;\u00e9lite questo si traduce in servizi sbagliati nei momenti decisivi, errori non forzati, perdita di ritmo.<br>Il paradosso della pressione domestica \u00e8 ben documentato: la ricerca di Baumeister &amp; Steinhilber (1984, pubblicata su Journal of Personality and Social Psychology) ha analizzato le gare in casa vs. trasferta nelle fasi decisive di campionati sportivi, trovando che i team\/atleti di casa mostravano tassi di errore significativamente pi\u00f9 alti nelle situazioni di massima pressione \u2014 il cosiddetto &#8216;home choking effect&#8217; nelle finali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante tutto questo, Sinner ha vinto. Come? Il dato chiave \u00e8 nella sua dichiarazione post-torneo: &#8216;Non \u00e8 stata una partita perfetta, c&#8217;era tanta tensione, ma sono contento di come ho gestito la situazione.&#8217; Gestire \u2014 non eliminare \u2014 la pressione \u00e8 il tratto distintivo dei campioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti scientifici <br><em>Beilock, S.L. &amp; Carr, T.H. (2001). On the fragility of skilled performance: What governs choking under pressure? Journal of Experimental Psychology: General, 130(4), 701-725.<br>Baumeister, R.F. &amp; Steinhilber, A. (1984). Paradoxical effects of supportive audiences on performance under pressure: The home field disadvantage in sports championships. Journal of Personality and Social Psychology, 47(1), 85-93.<br>Beilock, S.L. (2010). Choke: What the Secrets of the Brain Reveal About Getting It Right When You Have To. Free Press.<br>Masters, R.S.W. (1992). Knowledge, knerves and know-how: The role of explicit versus implicit knowledge in the breakdown of a complex motor skill under pressure. British Journal of Psychology, 83(3), 343-358.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La notte di interruzione: gestire il &#8216;limbo&#8217; psicologico<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;episodio<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul 4-2 nel terzo set della semifinale contro Medvedev, con il match virtualmente in mano, la pioggia ha interrotto il gioco. Sinner aveva appena ritrovato ritmo e fiducia dopo il cedimento fisico del secondo set.<br>La partita \u00e8 ripresa il giorno successivo. Una notte intera in mezzo, con la vittoria a pochi game di distanza ma tutte le tensioni da gestire. Come ha detto lo stesso Sinner: &#8216;Ho faticato a dormire. \u00c8 una situazione in cui non ero mai stato \u2014 devi finire il match il giorno dopo, dormi e non sai cosa uscir\u00e0 fuori.&#8217;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La psicologia dell&#8217;attesa forzata<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La psicologia dell&#8217;attesa in contesti ad alta posta \u00e8 un campo di ricerca relativamente recente ma ricco di implicazioni pratiche. Il concetto chiave \u00e8 quello di interruzione del flusso di azione (action interruption), studiato da Mandler (1984): quando un&#8217;azione pianificata viene interrotta prima del completamento, si genera una risposta fisiologica di attivazione autonomica \u2014 fondamentalmente un arousal ansioso \u2014 che pu\u00f2 persistere per ore.<br>La ricerca sulla pre-performance routine (Cotterill, 2010, International Review of Sport and Exercise Psychology) dimostra che atleti con routine consolidate mantengono prestazioni pi\u00f9 stabili anche in condizioni di interruzione o perturbazione del programma. La routine funge da &#8216;ancora cognitiva&#8217;, riportando l&#8217;atleta al suo stato mentale ottimale indipendentemente dalle circostanze esterne.<br>Nel caso di Sinner, la capacit\u00e0 dimostrata di riprendere il match il giorno dopo con immediatamente pi\u00f9 aggressivit\u00e0 e leggerezza nelle gambe \u2014 come descritto dai commentatori presenti \u2014 suggerisce un lavoro specifico sulla reset routine: la capacit\u00e0 di &#8216;resettare&#8217; lo stato mentale dopo interruzioni prolungate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti scientifici <br><em>Mandler, G. (1984). Mind and Body: Psychology of Emotion and Stress. W.W. Norton &amp; Company.<br>Cotterill, S.T. (2010). Pre-performance routines in sport: Current understanding and future directions. International Review of Sport and Exercise Psychology, 3(2), 132-153.<br>Bortoli, L. et al. (2012). Competence, achievement goals, motivational climate, and pleasant psychobiosocial states in youth sport. Journal of Sports Sciences, 29(6), 633-641.<br>Gucciardi, D.F. &amp; Dimmock, J.A. (2008). Choking under pressure in sensorimotor skills: Conscious processing or depleted attentional resources? Psychology of Sport and Exercise, 9(1), 45-59.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Protocollo pratico: gestire l&#8217;interruzione forzata<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Fase 1 \u2013 Accettazione<\/td><td>Riconoscere l&#8217;interruzione come evento neutro, non come minaccia. Tecnica: defusione cognitiva (ACT, Hayes et al.,<br>2006).<\/td><\/tr><tr><td>Fase 2 \u2013 Ancoraggio<\/td><td>Applicare la pre-performance routine identica al solito: ordine, tempi, sensazioni fisiche. Segnale al cervello: &#8216;Siamo in modalit\u00e0 gara.&#8217;<\/td><\/tr><tr><td>Fase 3 \u2013 Reset attentivo<\/td><td>Portare l&#8217;attenzione al prossimo punto, non al match nel suo complesso. Focus al presente: &#8216;One point at a time.&#8217;<\/td><\/tr><tr><td>Fase 4 \u2013 Ripresa fisica<\/td><td>Riscaldamento standardizzato per recuperare l&#8217;attivazione neuro-muscolare. Non saltare questo step.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il Career Golden Masters: il peso della storia nei campioni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Completare il Career Golden Masters \u2014 vincere tutti e nove i Masters 1000 ATP \u2014 \u00e8 un&#8217;impresa che nella storia del tennis aveva realizzato solo Novak Djokovic. Sinner arrivava a Roma con otto su nove gi\u00e0 in bacheca, la striscia di vittorie pi\u00f9 lunga del circuito e il torneo di casa come teatro del potenziale momento storico. Una situazione di &#8216;pressione da record&#8217; che la psicologia dello sport conosce bene.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Motivazione intrinseca vs. pressione del record<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Self-Determination Theory (Deci &amp; Ryan, 2000) distingue tra motivazione intrinseca \u2014 fare qualcosa per il piacere e il significato personale \u2014 e motivazione estrinseca \u2014 fare qualcosa per premi, record, riconoscimento esterno. La ricerca mostra costantemente che la motivazione intrinseca produce performance pi\u00f9 stabili e resilienti sotto pressione, mentre la motivazione estrinseca aumenta la vulnerabilit\u00e0 al choking.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br>Sinner ha dimostrato questa distinzione in modo cristallino. Alla domanda sul record, prima della finale ha risposto: &#8216;Sono felice di essere qui in finale. \u00c8 un torneo speciale per me e per gli italiani, cercher\u00f2 di fare del mio meglio.&#8217; Non ha menzionato il Career Golden Masters, i 50 anni di attesa, il record. Ha portato l&#8217;attenzione sull&#8217;esperienza presente. Una tecnica di motivational framing che la ricerca identifica come marcatore di alta maturit\u00e0 psicologica atletica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il Flow e la performance ottimale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Csikszentmihalyi (1990) descrive il flow come uno stato mentale di assorbimento totale nel compito, caratterizzato da assenza di autocoscienza, percezione distorta del tempo e performance spontaneamente ottimale. Le condizioni per il flow includono equilibrio tra sfida e competenza, obiettivi chiari e feedback immediato \u2014 tutte presenti in un match di tennis d&#8217;\u00e9lite.<br>La paradossalit\u00e0 del caso di Sinner \u00e8 che il momento di massima pressione storica (il record, il pubblico, i 50 anni) avrebbe potuto impedire il flow. Invece, la sua capacit\u00e0 di restringere il focus al &#8216;prossimo punto&#8217; \u2014 tecnica documentata in atleti d&#8217;\u00e9lite da Jackson &amp; Csikszentmihalyi (1999) \u2014 ha preservato le condizioni per la performance ottimale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti scientifici <br><em>Deci, E.L. &amp; Ryan, R.M. (2000). The &#8216;What&#8217; and &#8216;Why&#8217; of goal pursuits: Human needs and the self-determination of behavior. Psychological Inquiry, 11(4), 227-268.<br>Csikszentmihalyi, M. (1990). Flow: The Psychology of Optimal Experience. Harper &amp; Row.<br>Jackson, S.A. &amp; Csikszentmihalyi, M. (1999). Flow in Sports: The Keys to Optimal Experiences and Performances. Human Kinetics.<br>Vallerand, R.J. et al. (2008). On the role of passion in performance. Journal of Personality, 76(3), 505-534.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La mente di Ruud: affrontare l&#8217;avversario &#8216;impossibile&#8217;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Casper Ruud arrivava alla finale con un record di 0-4 contro Sinner, senza aver mai vinto un set. Nelle ultime due sfide aveva totalizzato appena quattro game. La sua dichiarazione pre-finale \u00e8 diventata un caso studio involontario di psicologia cognitiva: &#8216;Alla fine dei conti \u00e8 umano \u2014 devo pensarla cos\u00ec il pi\u00f9 possibile.&#8217;<br>Questa frase rivela la battaglia interna di Ruud con il bias cognitivo che i ricercatori chiamano learned helplessness (impotenza appresa, Seligman, 1972): la tendenza, dopo ripetute sconfitte contro lo stesso avversario, a interiorizzare l&#8217;idea che la sconfitta sia inevitabile, generando aspettative negative che si auto-avverano.<br>Ruud ha dimostrato consapevolezza metacognitiva nel riconoscere questo rischio: &#8216;Devo restare nella mia corsia, concentrarmi sulle cose che faccio bene. So che contro di lui devi alzare il livello due o tre volte per stargli dietro.&#8217; Questa strategia \u2014 focalizzarsi sul processo piuttosto che sull&#8217;avversario \u2014 \u00e8 al centro dell&#8217;approccio di Acceptance and Commitment Therapy (ACT) applicata allo sport (Gardner &amp; Moore, 2007).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riferimenti scientifici <br><em>Seligman, M.E.P. (1972). Learned helplessness. Annual Review of Medicine, 23(1), 407-412.<br>Gardner, F.L. &amp; Moore, Z.E. (2007). The Psychology of Enhancing Human Performance: The<br>Mindfulness-Acceptance-Commitment (MAC) Approach. Springer.<br>Dweck, C.S. (2006). Mindset: The New Psychology of Success. Random House. [Growth mindset applicato alla gestione delle sconfitte ripetute]<br>Wilson, M. (2008). From processing efficiency to attentional control: A mechanistic account of the anxiety-performance relationship. International Review of Sport and Exercise Psychology, 1(2), 184-201.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teoria polivagale, pressione domestica e gestione dell&#8217;incertezza nel trionfo che ha riscritto la storia del tennis italiano Oggi 17 maggio 2026, sul Campo Centrale del Foro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-236","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-psicologia-dello-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=236"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":241,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/236\/revisions\/241"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sportpsychologycenter.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}